perché il semplice saperlo è un seme; se il terreno è pronto una verità che lo incontra vi si annida e inizia a germogliare

Nel nome del Signore, Dio d’Israel, sia Michael alla mia destra, Gabriel alla mia sinistra, dinanzi a me Uriel, dietro a me Raphael.

E sopra la mia testa la divina presenza di Dio. (preghiera ebraica)

sabato 3 settembre 2011

Yehuiah, angelo 33, dei nati fra il 3 e il 7 settembre

Yehuiah, o Yehuwyah, è il 33esimo Soffio e il primo raggio angelico nel Coro marziano degli Angeli Potestà, nel quale amministra le energie di Urano. Il suo elemento è la Terra; ha domicilio Zodiacale dal 10° al 15° della Vergine ed è l'Angelo Custode dei nati dal 3 al 7 settembre. I sei Angeli Custodi della Vergine sono potenze che collettivamente fanno dei loro nati persone acute, comunicative, servizievoli, laboriose e precise.
Il nome di Yehuiah significa “Dio di conoscenza” o "Dio onnisciente"
Il dono dispensato da Yehuiah è l'ACCORDO.  
Si dice che Yehuiah dispensi anche il dono della "subordinazione" perché l' "accordo" che concede è la capacità di subordinare il bene personale, sapendo rinunciare ai propri agi e privilegi per una alta causa o per il bene del prossimo, pur andando incontro a disagi e privazioni. Il Testo Tradizionale dice che Yehuiah protegge i Principi degni e onesti, assiste cioè tutto quanto vi è di più elevato in noi. Questa idea di protezione include anche il lavoro, a significare che la sua energia ci indurrà a lavorare per il "Principe" che portiamo in noi, perché gli obbediscano i nostri istinti più bassi: cioè per costringerli alla subordinazione. Dice Haziel che questo Angelo introduce il nostro Io intellettuale ai concetti di rigore, di sforzo, di disciplina. Tutto sarà considerato alla stregua di una competizione, di un torneo. Yehuiah ci sprona alla conquista della Verità, ma lo fa per vie ardue e accidentate. In altre parole, non è inconsueto che i suoi protetti debbano prima passare per esperienze di disordine, in cui - anziché dominare - sono dominati da eventi che li costringono a sofferenze, oppure a sforzi lavorativi notevoli, senza che nulla gli sia regalato, tranne il sostegno (e i richiami) di amici sinceri. Il protetto da Yehuiah potrà essere "il grande lavoratore intellettuale che, a forza di operazioni aritmetiche, di rettifiche e correzioni, perverrà alla conoscenza del Vero. E si tratterà di autentica conquista individuale, frutto d'impegno e di abnegazione. Inoltre questo Angelo fa in modo che le persone alle quali accordiamo il titolo di amici siano molto attive, curiose, rigorose; dire le cose in termini espliciti sarà loro specifica peculiarità, e più le cose saranno chiare più solida sarà l'amicizia. Tali amici saranno il motore che spingerà l'individuo al lavoro (...), egli ne sarà, per così dire, rimorchiato, o quasi. Gli amici saranno gli utensili (o i tutori) in grado di correggere ciò che nella nostra Vita non funzionerà nel giusto modo; da essi riceveremo la forza di volontà, di decisione, atta ad affrancarci dalle nostre perversità e a ricondurci sulla Via della Legge. Tramite il sentimento di amicizia, infatti, Yehuiah svolge un ruolo oltremodo operativo. Occorre dunque pregare questo Angelo, coltivando per suo tramite soprattutto il valore dell'amicizia". Proprio in quanto Angelo dell'amicizia, Yehuiah aiuta anche a scoprire gli inganni, i traditori, le macchinazioni ai nostri danni. Se invocato dona quindi la capacità di discernimento e una sottile intuizione che permette all'individuo di intuire con precisione se le persone sono sincere. In tal modo protegge dalle menzogne e impedisce che prestiamo loro fede cadendo nei tranelli dei "malvagi" - siano essi falsi amici, nemici concreti oppure cattivi pensieri, ossessioni, o abusi di droghe.
Secondo la Kabbalah, tre versetti dell'Esodo (ciascuno composto da 72 lettere), celano il codice dei 72 Nomi di Dio; e precisamente i versetti 19, 20 e 21 del capitolo 14. Riguardo al trigramma di questo Nome la lettera Yod (mano) proviene dal versetto: "l'Angelo di Dio che stava davanti al campo di Israele si mosse e si mise dietro di loro" (Esodo 14, 19). La Het (barriera), da: "questa nube da un lato (cioè per alcuni) era tenebrosa, dall'altro (cioè: per altri) rischiarava la notte" (Es. 14, 20). La Waw (gancio), da: "e l'Eterno ritirò il mare con forte vento da Oriente (l'Est)" (Es. 14, 21).
In relazione alle loro origini, il rebus formato da queste tre lettere dà l'immagine di qualcosa a cui ci si può appoggiare per superare facilmente degli ostacoli. Per questo Yehuiah (che è considerato anche l'angelo dei Comandamenti) è rappresentabile con l'azione di tirare dritti, in piena calma: questi segni ci dicono anche la sua energia ci aiuta a restare calmi nelle situazioni fortemente emotive.
Yehuiah secondo Sibaldi
Secondo Sibaldi, agli Yehuwyah la regalità si addice ancor più che ai 3 disincantati Angeli dei Re (Haziy’el - di maggio, Phuwiy’el - di dicembre, e Yabamiyah di marzo), di cui pure condividono molte brillanti qualità. Non per niente nacquero in questi giorni Elisabetta I d’Inghilterra e Luigi XIV, il Re Sole, e persino Freddy Mercury, che giunse al successo con un gruppo musicale chiamato – guarda caso – i Queen.  In effetti, Yehuwyah conferisce ai suoi protetti una determinazione inflessibile e una mentalità assolutamente pratica ed estroversa: vuole che imparino a regnare, che coltivino il desiderio e il gusto del potere, del successo, della prosperità. Nel geroglifico del Nome del loro Angelo si cela il concetto Io pongo leggi e limiti; già; ma a chi? e a che cosa? compito degli Yehuiah è scoprire che la regalità si esprime più con l'abnegazione e il dono di sè che non con il dominio sugli altri. Viceversa, in via preliminare, la loro indole manifesta le qualità regali in forma esuberante e felicemente egoistica. Non perdono tempo a dare consigli ad altri, o a criticare i progetti altrui: ciò che imparano, lo adoperano in prima persona; quando scorgono errori, l’unica loro preoccupazione è ricordarli bene, per non cascarci essi stessi. Della gratitudine e della stima altrui non si preoccupano più di quanto basti a mostrarsi cortesi: un po’ perché non hanno bisogno di questo tipo di conforti (hanno sempre una lucidissima coscienza della proprie capacità e potenzialità), e un po’ perché troppo acuto è il loro sguardo, nel penetrare anche i più segreti pensieri e calcoli di chiunque. Inutile, perciò, pensare di ingraziarseli con lodi o complimenti: se vedranno in voi una qualche utilità concreta per gli scopi che in quel momento si sono prefissi, vi prenderanno in considerazione; se no, vi liquideranno con un cenno d’assenso, e fileranno via con aria indaffarata. «Efficienza!» è, infatti, la loro prima parola d’ordine, e «Competitività!» è la seconda: e le due cose determinano in loro un’appassionata iperattività, tale da esaurire ben presto tutti gli obiettivi possibili nell’area in cui si sono scelti. Allora si scelgono un’altra area, e poi un’altra e un’altra ancora, gongolando sempre della novità delle sfide. Fu così, per esempio, per l’avventuroso marchese La Fayette, che dai vent’anni in poi venne a trovarsi sui più diversi fronti rivoluzionari: prima durante la Guerra d’Indipendenza americana, poi in Francia, durante la Rivoluzione e l’Impero napoleonico, e infine nei moti che seguirono alla Restaurazione – apparentemente cercando, ovunque, un re o un capo a cui obbedire volentieri, e in realtà rallegrandosi e fremendo nel constatare che come leader nessuno fosse più bravo di lui. Ed è così anche per gli Yehuwyah più prudenti: non possono farci nulla, la loro voglia di primeggiare è diretta conseguenza della molteplicità dei loro talenti – ne hanno veramente troppi, per potersi accontentare di una qualsiasi posizione che non sia direttiva. Oltre che psicologi nati, sono magistrali organizzatori, strateghi, cercatori instancabili di novità da importare – o da copiare, eventualmente, se hanno fretta – abilissimi nelle questioni finanziarie, rapidissimi nell’apprendere, e ottimi anche nel fantasticare, e nel trarre in un lampo, dalle loro fantasticherie, spunti per progetti da concretizzare con notevole vantaggio. Va da sé che per tipi del genere non c’è diretto superiore che, alla lunga, non debba rappresentare un intralcio. Se per un po’ ne sopportano uno, è perché sta garantendo loro il dominio su un territorio sufficientemente vasto, e perché il loro fiuto politico li sta spingendo alla pazienza – hanno infatti la straordinaria capacità di valutare sempre con precisione i rapporti di forze, e di decidere di conseguenza quando andare alla carica e quando no. Applicano questa qualità anche nei rapporti con i sottoposti, ed è perciò molto difficile che qualcuno di questi abbia mai da ridire a loro riguardo: gli Yehuwyah sanno bene che qualsiasi potere si regge anche sulla popolarità di cui gode tra i sudditi, e si curano perciò di conquistarla e di trasformarla in fedeltà, affetto, devozione addirittura.  Regale è anche il loro modo di comportarsi nei riguardi degli affetti privati. Attribuiscono alla famiglia la massima importanza: se non hanno molto tempo da dedicare al coniuge e ai figli, badano che ogni ora trascorsa con loro sia irreprensibile e indimenticabile. La prosperità, dicevo, è un loro obiettivo primario, e non hanno perciò alcuna intenzione di metterla a repentaglio con dissapori o problemi irrisolti. Oltre alla famiglia, per gli Yehuwyah è fondamentale la casa: tra i loro progetti vi è sempre, fin dalla prima giovinezza, una residenza esemplare, una specie di reggia della quale compiacersi sia tra sé e sé, sia con gli amici. E in genere arrivano a realizzarla, ed è quello un periodo radioso della loro vita, in cui si dedicano teneramente alla scelta delle suppellettili e alle rifiniture di quel monumento alla loro carriera, di quella prova evidente di come nulla, nel benessere, li possa in alcun modo intimidire. Assai meno arredato rimane invece, fino alla fine, il loro spazio interiore. Ci sono stanze dell’anima, e anche della coscienza, in cui uno Yehuwyah non entra mai, sia perché non gli risulta che contengano nulla di indispensabile per la sua riuscita professionale, sia perché quelle che utilizza di solito gli paiono molto ben armonizzate tra loro. E poi, estroversi come sono, traggono dai rapporti con gli altri tutta la realtà di cui hanno bisogno, senza doverla integrare con approfondite autoanalisi. Ma ai famigliari può sembrare, a volte, di avere, con loro, non tanto conversazioni quanto piuttosto interviste; o di star interloquendo non con un io ma con un ottimo e affascinante attore tutto preso dalla sua parte. Soltanto gli ultimi anni sono, per molti Yehuwyah, il momento della scoperta anche della dimensione interiore: come avvenne per Chateaubriand, altro iperattivo del periodo napoleonico, lui pure avventuriero in America, attivista e teorico politico in Francia, e in vecchiaia autore d’una filosofeggiante autobiografia, Memorie dall’oltretomba. Coronamento dell’intelligenza degli Yehuwyah è, naturalmente, far durare il più a lungo possibile questi anni di pacata riflessione, magari provando a inaugurarli un po’ prima della pensione: perché non capiti che il momento dell’interiorità sia troppo breve, un inizio soltanto, e che la loro storia non debba finire senza che si sia saputo chi fosse davvero il protagonista.
Qualità di Yehuiah e ostacoli dall'energia "avversaria"
Le qualità che Yehuiah sviluppa sono carattere ordinato e rispettoso della disciplina, grande senso del dovere, fedeltà e abnegazione, coscienza civica. Se invocato concede tutta l'energia marziana necessaria per realizzare opere orientate a scopi superiori e per progredire moralmente e spiritualmente; aiuta anche il guadagno e il successo materiale tramite intendimenti onesti. Dona inoltre attitudine alla conoscenza dell'occulto e all'intuito investigativo; capacità di riconoscere gli amici e i traditori. L'Angelo dell'Abisso a lui contrario si chiama Amaniel e rappresenta i tranelli tesi da entità o persone cattive. Ispira egoismo e tradimento, causa disordine, sconnessione mentale, disobbedienza, rivolte. 
Meditazione associata al Nome
La meditazione associata a Yehuiah si chiama chiama "svelare il lato oscuro". Secondo la Kabbalah, infatti, la vibrazione di queste lettere consente di riconoscere le forze che in noi creano l'infelicità (che attribuiamo normalmente solo a cause esterne) dando la forza di trasformare la reattività in energia proattiva. Nell'illustrare questa meditazione, Berg cita una frase da 'I soliti sospetti' di Keyser Soze: Il più bello scherzo fatto dal diavolo al mondo è far credere a tutti che non esiste  - a significare la cecità in cui cadiamo restando attaccati solo alla materialità. Paragona dunque la Luce spirituale ai raggi del sole che, in controluce, ci consentono di osservare le miriadi di granelli di polvere che normalmente non percepiamo: allo stesso modo, la luce di questo Nome ci aiuta a guardare con onestà le cose che in noi tendono al negativo, e attirano così nella nostra vita anche eventi spiacevoli. Meditazione • Ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: la luce splende. Io riconosco le forze negative che ancora sono attive in me. I miei impulsi reattivi non sono più misteriosi; per il potere di questo Nome divengono cose del passato.
Esortazione angelica
Yehuiah esorta ad alzare lo sguardo in alto, per constatare che tutto si sospinge verso la Luce, e incoraggia a non identificarsi con il mondo tenebroso, ma con l'azione creatrice di Luce.
Giorni e orari di Yehuiah
Se sei nato nei suoi giorni di reggenza Yehuiah è sempre in ascolto per te; ma in particolare le sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 9 febbraio, 22 aprile, 6 luglio, 19 settembre, 29 novembre; ed egli governa ogni giorno, come "angelo della missione", le energie dalle h.10.40 alle 11.00. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in questo orario, in qualunque data di nascita, ed è questo l'orario migliore in cui tutti lo possono invocare. La preghiera tradizionale rivolta a Yehuiah è il 10° versetto del Salmo 32: Dominus dissipat consilia gentium, reprobat autem cogitationes populorum (il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli). 
Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori
A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi; questo può essere interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul piano dell'introspezione psicologica. In questo caso la radice yod-het-waw risponde alla configurazione: "la Ruota - il Papa - l'Innamorato", da cui la riflessione interiore suggerita dalle domande poste da questi arcani. Chiede la Ruota (il ciclo del mutamento): che ciclo si è concluso, cosa devo cambiare? quali sono le mie opporunità? cosa mi aiuta? cosa sto ripetendo? quale enigma emozionale mi blocca? che cosa comunico agli altri e con quali mezzi? ho un ideale? Chiede il Papa: (l'ideale, il ponte, il mediatore) che cosa comunico agli altri e con quali mezzi? ho un ideale?  Chiede l'Innamorato (l'androgino divino, il libero arbitrio, la ricerca della Luce): in quali relazioni sono coinvolto? che scelte devo operare?
CORI DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI INFLUENZA
Rimando infine al Coro e alle energie arcangeliche che dispensano influenze ai nati fra il 3 e il 7 settembre. L'angelo Yehuiah appartiene al Coro degli Angeli Potestà guidato dal severo Arcangelo Camael. La decade che qui interessa (quella dal 3 al 12 settembre) cade sotto il dolce Arcangelo Haniel; mentre il segno della Vergine è sotto l'influsso dell'Arcangelo Michele. Con questi link vi reinvio a tali entità angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a consultarle, insieme a quella del loro Angelo Custode Yehuiah. Infatti anche le energie di questi Arcangeli sono al loro fianco. Infine bisogna ricordare che una specifica influenza sulla persona è esercitata anche dall'Angelo che aveva reggenza nell'orario della nascita. 
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo, i "santi laici" di questi giorni sono Domenico Russo e Antonio Niedda, poliziotti; e Angelo Vassallo, sindaco.

5 commenti:

  1. Ciao ^___^ ho scoperto con immenso piacere questa serie di post dedicata agli angeli e ai loro cori di appartenenza coi relativi arcangeli. E' materiale preziosissimo per le mie ricerche (mi occupo anche di numerologia). Mi auguro di poter trovare a breve i post mancanti sia dei mesi precedenti che di quelli a venire. Se vuoi contattarmi il mio indirizzo e-mail è afrodite.58@libero.it Ti saluto e ti ringrazio cara Violet per il tempo che dedichi a ciò. Gli Angeli esistono e la loro luce è meravigliosa come la loro Gioia, lo so, li ho visti durante due viaggi astrali ^___^ Un abbraccio infinito di Luce al tuo cuore. Stella.

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  2. Ciao Stella/Afrodite, scusa vedo solo ora il tuo commento: non controllo mai i commenti ai post perché la mia audience (oltre a essere piuttosto ristretta!) di solito è molto silenziosa.. :DD
    ..grazie comunque dell'incoraggiamento, è un lavoro abbastanza impegnativo perciò non sempre i nuovi angels sono puntuali, ma piano piano li farò tutti (anche alcuni all'inizio dell'anno che finora sono rimasti vacanti). Grazie anche dell'abbraccio, che ricambio :)

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  3. grazie x il tuo blog!

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  4. Sei semplicemente fantastica.
    Ti ringrazio tantissimo per i tuoi post sugli angeli, ritengo siano molto completi.

    Spero di leggere presto i post mancanti! :)
    un abbraccio

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  5. Sono a dir poco sbalordita dalla incredibile vicinanza di queste parole, al mio essere!
    Mi sto appassionando a queste tematiche, sarà che cerco risposte dentro di me, prima di tutto...
    E abbiamo scoperto ugualmente la vicinanza alla persona di mio marito con il suo angelo!
    Fantastico! Cercheremo di ascoltare i ns angeli custodi!

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