perché il semplice saperlo è un seme; se il terreno è pronto una verità che lo incontra vi si annida e inizia a germogliare

Nel nome del Signore, Dio d’Israel, sia Michael alla mia destra, Gabriel alla mia sinistra, dinanzi a me Uriel, dietro a me Raphael.

E sopra la mia testa la divina presenza di Dio. (preghiera ebraica)

sabato 24 settembre 2011

Aniel, angelo 37, dei nati fra il 24 e il 28 settembre

Aniel, o ’Aniy’el, è il 37esimo Soffio e il quinto raggio angelico nel Coro marziano degli Angeli Potestà, nel quale amministra le energie solari. Il suo elemento è l'Aria; ha domicilio Zodiacale dallo 0° al 5° della Bilancia ed è l'Angelo Custode dei nati dal 24 al 28 settembre. I sei Angeli Custodi della Bilancia sono potenze che collettivamente fanno dei loro nati persone sensibili e altruiste, con un profondo senso della giustizia; affascinanti, amanti della Bellezza e dell'arte.
Il nome di Aniel significa “Dio delle virtù"
Il dono dispensato da Aniel è la PERCEZIONE RIVELATRICE.
Si dice che Aniel rafforza nei suoi protetti la Volontà, rappresentata appunto dalle energie del Sole, facendo di loro persone determinate, volitive e integre. L'energia di Marte si manifesterà invece nella Coscienza (governata dal Sole), eliminndo gli errori passati (e il male che ne deriva) e dando all'individuo un carattere equilibrato, privo di aggressività. Dice Haziel che Aniel è l'Angelo chiamato a renderci intelligibile il Disegno Divino. Tuttavia è impossibile apprendere alcunché senza fatica e la caratteristica di Aniel, strettamente legato alla severità dell'Arcangelo del suo Coro, è proprio guidare all'evoluzione attraverso le esperienze e la fatica. Aniel, dunque, mira a farci compiere un lavoro da noi precedentemente omesso; un esito a cui ci spinge la sua discreta insistenza; e allo stesso tempo se invocato corre in nostro aiuto. Tramite Aniel il Messaggio Divino ci penetrerà intensamente o meglio, ne prenderemo nitida coscienza qualora ce ne fossimo parzialmente scordati. L'Azione di Aniel arreca al Mondo un numero ingente di persone dotate di grande energia, che in modo fermo e deciso dispiegano la loro Volontà in seno alla compagine sociale.  Aniel è in effetti anche l'Angelo delle grandi potenzialità; con il suo aiuto i suoi protetti potranno raggiungere la celebrità attraverso il lavoro in qualunque campo; domina sulle scienze, rivela i segreti della natura, ispira le mediazioni e le intuizioni dei saggi e porta la vittoria, liberando da avversità e nemici. Infine è portatore di Amore, e spesso conduce i suoi nati a trovare l'amore proprio nell'ambito del lavoro. Secondo la Tradizione si invoca Aniel anche per vedere oltre le cose e nel futuro.  Viene chiamato anche "Dio Rivelatore" in quanto, per aiutarci a realizzare i nostri sogni, può farci scoprire tesori nascosti, anche di tipo materiale. L'oro e il denaro stesso, infatti, se usati per il Bene sono anch'essi una sorta di "luce condensata" che, utilizzata per realizzare un progetto elevato, consente di agire con maggior efficacia e facilità.
Aniel secondo Sibaldi
Sibaldi ha scritto molto su questo angelo, a partire dal significato di ’Aniy che in ebraico è «io»; e dato che El indica la divinità consegue che tra i significati del nome ’Aniy’el vi sia anche: «il mio io è il Dio creatore». Nella radice aleph-nun-yod c'è inoltre il concetto: «la mia energia (aleph) diventa reale (N) quando si vede (Y)»; che si potrebbe anche interpretare come: "io divento reale quando mi guardano". Il nostro io è infatti quel che noi riusciamo a manifestare della nostra energia vitale. E aggiunge: che gli ’Aniy’el siano egocentrici è dir poco. Fin da bambini si assuefanno all’attenzione altrui come a una droga che devono consumare in dosi sempre maggiori: possono così arrivare a compiere anche imprese notevolissime, purché un pubblico li stia guardando. Se li si ignora, però, deperiscono; quando non pensano all’effetto che faranno, pensano cose sbagliate; quando hanno esaurito tutte le loro trovate per sorprendere o incantare gli spettatori (e capita ogni tanto), si lasciano prendere dal panico, o precipitano nella disperazione. I loro nemici più insidiosi sono, naturalmente, l’impazienza di essere apprezzati e lodati e l’incubo di essere disapprovati. Ma è proprio in relazione a quanto riescono a dominare l’una e a ignorare l’altro che cambia la qualità del loro "spettacolo", nonché la durata della loro fama o il bene che come public persons potranno fare agli altri. Sibaldi ci fa anche notare come Berlusconi, in Italia, appaia come un perfetto esempio di "Aniy’el pubblico in azione"; ma in realtà Berlusconi è sfiorato dall'energia di questo angelo solo di striscio: essendo nato il 29 settembre (proprio come il suo "avversario" Bersani!) appartiene già all'angelo Haamiah. 
Tornando agli Aniel e alle ragioni che spesso nutrono della loro ansia di celebrità, c'è da dire che la loro energia è enorme e i loro bisogni individuali sono invece scarsi per mille motivi: senso di inferiorità, disamore per se stessi, tendenza al vittimismo, vaghi sensi di colpa eccetera. Per quanto li riguarda, potrebbero benissimo saltare due pasti al giorno e dormire, magari sul divano, cinque notti a settimana. A differenza, dunque, della maggioranza dei loro contemporanei che si sfiniscono per garantirsi appena il minimo di superfluo, gli ’Aniy’el si accorgono di disporre d’una valanga di vitalità inutilizzata, che possono utilizzare anche per diventare public persons. Poiché tutti sono attratti dalla vitalità superflua come una mosca dal miele, capita loro del tutto naturalmente di ritrovarsi al centro dell’attenzione. Hanno talmente tanto da dare! È sufficiente che adeguino la loro energia in sovrappiù ai bisogni degli altri, e per attori come loro non c’è nulla di più facile. C'è bisogno di divi, eroi idealisti, personaggi brillanti da ammirare? E gli ’Aniy’el diventano esattamente così come la gente li vuole. Se la gente ha bisogno di ammirare qualcuno che sappia desiderare moltissimo, fingono di avere bisogni enormi. Allo stesso modo potrebbero trasformarsi in santi o in atei radicali, in filibustieri o in benefattori, in servi o in dittatori, purché qualcuno gli dimostri che è quel che si vuole da loro. In tal modo il loro senso di inferiorità è medicato dall’approvazione, il loro eccesso d’energia trova uno scopo, il pubblico trova in loro uno specchio e si stabilisce uno scambio per tutti fruttuoso. Potrebbero dare anche qualcosa di meglio e di più dei bisogni medi della maggioranza: ma poiché non vogliono correre il rischio di venire ignorati imparano presto a mettere in secondo piano, nella carriera pubblica, tutto ciò che la loro epoca non saprebbe ancora apprezzare.  Tra gli ’Aniy’el celebri della nostra epoca ci sono Brigitte Bardot e Sandro Pertini; ma anche Jovanotti e Zucchero Fornaciari. Alcuni incontrano qualche complicazione: il filosofo Martin Heidegger, per esempio, pare abbia sofferto non pochi tormenti interiori adeguandosi alle esigenze della Germania nazista; l’amatissimo romanziere Francis Scott Fitzgerald si esaurì precocemente, e anche tragicamente, nel suo ruolo forzato di intellettuale alla moda. Ma non possono farci nulla: per gli ’Aniy’el il richiamo della popolarità è irresistibile, la mole della loro energia in sovrappiù richiede di essere smaltita. Christopher Reeve (che restò paralizzato poco dopo aver impersonato Superman), seppe fare perfino dela sua malattia un generoso "spettacolo", a beneficio di tutti. Naturalmente lo spettacolo può avvenire anche a beneficio di un pubblico ristretto: è il caso degli Aniel che fanno gli insegnanti, o perfino i commessi in un negozio, o gli addetti alla reception di un albergo. Splendida, magica quasi, è la sorte degli ’Aniy’el che sanno adattarsi. C’è chi li detesta, ma che importa? Anche l’odio è una forma di attrazione di cui sanno andare fieri. Ma se per eccesso di talento e di coscienza etica, per avventura o per rabbia osano trasgressioni ai gusti del loro tempo, possono incappare in gravi conseguenze: come fu per Caravaggio, furente e disperato nella sua solitudine, o per Thomas Stearns Eliot, che pagò la sua originalità con una violenta depressione. Quanto all’ansia che sempre li perseguita, spingendoli al perfezionismo e all’ossessivo controllo di se stessi e dei loro collaboratori, per loro è in fondo un prezzo modico da pagare. Può avvenire, certo, che si sentano un po’ soli nella vita privata, come sempre capita a chi si profonde troppo per il pubblico; o che ogni tanto, tra sé e sé, si annoino del proprio conformismo, come potrebbe annoiarsi un pesce rosso nella sua boccia di vetro. Ma anche in campo affettivo e nel buon gusto le loro esigenze personali sono talmente piccole, che queste malinconie non arriveranno mai a turbarli seriamente. Non temano, dunque. Il loro compito è rispecchiare e inebriare, e la gente ha bisogno di qualcuno che lo sappia fare. Per questo la Provvidenza ha scelto loro: accettino, e non avranno rimpianti.
Qualità di Aniel e ostacoli dall'energia "avversaria"
Aniel dona coraggio, carattere pragmatico, inventivo e deciso; rettitudine, pensieri proficui ed elevati. L'angelo a lui contrario si chiama Bubanah e rappresenta le difficoltà che perdurano. Ispira i ciarlatani e coloro che vivono ingannando il prossimo, instillando nelle persone la paura di cambiare, l'inganno, il vaniloquio; causa difficoltà economiche e ostacoli duraturi, che sembra impossibile rimuovere. 
Meditazione associata al Nome
La meditazione associata a Aniel si chiama  "il quadro generale". Secondo la Kabbalah, infatti, questo Nome fornisce lo strumento meditativo più efficace ad attingere la visione di insieme, andare oltre l'impressione superficiale e ristretta. In altre parole, se vogliamo cogliere il vero senso della vita, queste lettere ci danno la visione che consente di comprendere le benedizioni che si celano proprio negli ostacoli e nelle sfide che affrontiamo. Meditazione • Ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: Questo nome eleva la mia percezione degli effetti a lungo termine di tutte le mie azioni. Attingo la capacità di vedere le sfide spirituali in ogni momento, prima ancora che esse divengano fondamento di caos e di crisi.
Esortazione angelica
Aniel esorta a coniugare e ad armonizzare fra loro sentimento e ragione per dare la massima efficacia alla propria azione nel mondo volta a diffondere verità e comprensione delle leggi cosmiche.  
Giorni e orari di Aniel
Se sei nato nei suoi giorni di reggenza Aniel è sempre in ascolto per te; ma in particolare le sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 13 febbraio, 27 aprile, 10 luglio, 23 settembre, 4 dicembre; ed egli governa ogni giorno, come "angelo della missione", le energie dalle h.12.00 alle 12.20. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in questo orario, in qualunque data di nascita, ed è questo l'orario migliore in cui tutti lo possono invocare. La preghiera tradizionale rivolta a Aniel è l’8° versetto del Salmo 25: l' 8° versetto del Salmo 79: Deus virtutum converte nos, ostende faciem tuam et salvi erimus (Dio delle virtù convertici, fai risplendere il tuo volto e noi saremo salvati).
Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori
A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi; questo può essere interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul piano dell'introspezione psicologica. In questo caso la radice aleph-nun-yod risponde alla configurazione: "il Mago - la Temperanza - la Ruota", da cui la riflessione interiore suggerita dalle domande poste da questi arcani. Chiede il Mago (l'inizio, la scelta): che cosa sto cominciando a fare? che cosa sto scegliendo? come posso canalizzare la mia energia? Chiede la Temperanza (protezione, circolazione, guarigione): che cosa mi protegge? quale rapporto devo mantenere con me stesso? che cosa devo curare? Chiede la Ruota (il ciclo del mutamento): che ciclo si è concluso, cosa devo cambiare? quali sono le mie opportunità? cosa mi aiuta? cosa sto ripetendo? quale enigma emozionale mi blocca? Con il suggerimento a liberarci dalle energie negative e giungere a liberare e armonizzare le nostre emozioni.
CORI DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI INFLUENZA
Rimando infine al Coro e alle energie arcangeliche che dispensano influenze ai nati fra 24 e il 28 settembre. L'angelo Aniel appartiene al Coro degli Angeli Potestà guidato dal severo Arcangelo Camael. Il segno della Bilancia e la decade che qui interessa (24 settembre-3 ottobre) sono entrambi dominati dall'Arcangelo Haniel, energia della Bellezza. Con questi link vi reinvio a tali entità angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a consultarle, insieme a quella del loro Angelo Custode Aniel. Infatti anche le energie di questi Arcangeli sono al loro fianco. Infine bisogna ricordare che una specifica influenza sulla persona è esercitata anche dall'Angelo che aveva reggenza nell'orario della nascita. 
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo, i "santi laici" di questi giorni sono Lenin Mancuso, autista; Mauro Rostagno, giornalista; Piero Coggiola, dirigente d'azienda.

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