perché il semplice saperlo è un seme; se il terreno è pronto una verità che lo incontra vi si annida e inizia a germogliare

Nel nome del Signore, Dio d’Israel, sia Michael alla mia destra, Gabriel alla mia sinistra, dinanzi a me Uriel, dietro a me Raphael.

E sopra la mia testa la divina presenza di Dio. (preghiera ebraica)

martedì 21 dicembre 2010

Arcangelo CAMAEL e Coro degli Angeli Potestà

POTENZA DELLA GIUSTIZIA E DELLA GRAZIA, A CAPO DEL CORO DELLE POTESTA', GOVERNA IL SEGNO DELL'ARIETE E LA DECADE 21-30 MARZO
Sede di Camael (o Kamael, o Samael), Potenza della Giustizia e della Grazia, è la quinta Sephira o Turbine MARTE-GUEBURAH. Il suo Nome significa "Rigore di Dio".
Nell’Albero della Vita il vortice di CAMAEL si colloca dopo quello di TSADKIEL–HESEDIEL.
Diversamente dal gioviale Hedediel, Camael è l’Arcangelo che amministra in modo inflessibile la giustizia di Dio, viene definito anche “Severità di Dio”, “Mano destra di Dio”, "Signore del Karma".
Corrisponde all’archetipo di Marte e, come suggerisce il suo nome, rappresenta anche la capacità di agire con forza e determinazione. Protegge dai pericoli. Dona coraggio, forza, decisione, equilibrio. E' l’Arcangelo della Giustizia, ovvero della Legge, ma anche della volontà e della riuscita. Nella Bibbia le forze guidate da Camael sono fra quelle che causano l’espulsione dell'Umanità (Adam) dal Paradiso Terrestre (retto da HESEDIEL) dopo che essa cede ai richiami degli Angeli dell’Abisso. Questo Arcangelo esprime così la legge del "guadagnarsi il pane con il sudore della fronte": sancisce la verità evolutiva per cui l’Opera Umana è ottenuta al prezzo dello sforzo sostenuto, e perfino della sofferenza. In conformità a questa via egli è incaricato di ricondurre l’Umanità alla riconquista del Paradiso tramite l'applicazione e il lavoro. Introduce infatti alla Conoscenza delle Leggi del Mondo non per illuminazione improvvisa, ma tramite l’esperienza del loro funzionamento, che dovrà rivelare l’essenza del Male, ovvero di ciò che accade se si opera in contrasto ai disegni divini.

La contropartita dell’Arcangelo Camael porta il nome di 'Lucifero', cioè di un impulso dannoso per l’Uomo emanato da un sotto-mondo che, agendo in contrapposizione alle norme celesti, finirà con l’autodistruggersi; eppure che ha anch'esso il proprio scopo: in una certa fase anche la sua forza concorre al processo di perfezionamento evolutivo. Camael preme affinché l’individuo abbandoni la pienezza di ogni vita facile per affrontare l’esperienza dello sforzo di plasmare la materia, in vista di una creazione: possiamo dire che la sua azione approfitta dello scatenarsi dei desideri per orientare l'uomo verso una forte appetenza creativa, affinché egli stesso divenga Creatore, e non semplice creatura. In questo processo, egli fa sì che la Legge Divina venga infine compresa e incorporata dall'uomo; nello stesso tempo porta Giustizia vanificando il Male, eliminando ciò che è contrario a tale Legge.
CORO ANGELICO
Camael governa il coro delle Potestà, le Potenze che caricano ogni elemento creato dell’energia vitale più consona alla propria specie: le loro energie praticamente formano i corpi sottili, infondono il "prana" portatore di vita, modellano l’aura che prelude all’espressione del Sè e difendono dall’attività eversiva delle forze del Male.
Mentre con le Virtù impariamo a conoscere la nostra natura più profonda, le Potestà ci guidano ad eliminare tutto ciò che non è conforme a questa identità. E' la stessa guerra narrata nella Bhagavad Gita, contro le illusioni e le tendenze negative, necessaria per permettere alla luce interiore di esprimersi pienamente. C'e’ un enorme lavoro da compiere per sviluppare il necessario coraggio e la forza di combattere, e capita spesso che il necessario dinamismo venga meno. In questi momenti le Virtù risvegliano l'attitudine ad affrontare gli ostacoli e a condurre un lavoro di purificazione, mentre le Potestà sono responsabili del lavoro alchemico di trasformazione dell'essere: completano il processo aiutando a sviluppare coraggio, forza introspettiva, capacità di condurre una guerra interiore e di affrontare con Fede le difficoltà psicologiche e materiali.

5 commenti:

  1. sono rimasta colpita di aver conosciuto il mio camael e mi rispecchio nella sua descrizione.sto
    imparando nella mia vita che ogni evento ti insegna a crescere e ti fortifica,antonella 68

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  2. Mi dai la conferma di ciò che pensavo. Noi Antonella siamo sfigate: devo cambiare nome!

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    1. Non dire così... nessun nome porta sfiga! :D
      ma soprattutto ricordati il detto intramontabile della mia nonna, che mi ha insegnato: "c'è chi dice che è una disgrazia, c'è chi dice che è una fortuna!" e viceversa.
      Un abbraccio luminoso a tutte le Antonelle del mondo.

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  3. leggendo l'articolo ho potuto constatare che mi rispecchio in moltissime cose scritte qui... sono rimasta meravigliata ma soprattutto affascinata...

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  4. leggendo l'articolo ho potuto constatare che mi rispecchio in moltissime cose scritte qui... sono rimasta meravigliata ma soprattutto affascinata...

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