perché il semplice saperlo è un seme; se il terreno è pronto una verità che lo incontra vi si annida e inizia a germogliare

Nel nome del Signore, Dio d’Israel, sia Michael alla mia destra, Gabriel alla mia sinistra, dinanzi a me Uriel, dietro a me Raphael.

E sopra la mia testa la divina presenza di Dio. (preghiera ebraica)

martedì 13 settembre 2011

Chavakiah, angelo 35, dei nati fra il 13 e il 17 settembre

Chavakiah, o Chavaquiah, o Kavaquiah, o Kawaqiyah, è il 35esimo Soffio e il terzo raggio angelico nel Coro marziano degli Angeli Potestà, nel quale amministra le energie di Giove. Il suo elemento è la Terra; ha domicilio Zodiacale dal 20° al 25° della Vergine ed è l'Angelo Custode dei nati dal 13 al 17 settembre. I sei Angeli Custodi della Vergine sono potenze che collettivamente fanno dei loro nati persone acute, comunicative, servizievoli, laboriose e precise.
Il nome di Chavakiah significa “Dio che dà la Gioia"
Il dono dispensato da Chavakiah è la RICONCILIAZIONE.  
Dice Haziel che Chavakiah incita a riconquistare il mitico Eden che siamo stati costretti a lasciare: per questo l' 'Io-morale' dei suoi nati "troverà possibile espressione in spedizioni benefiche attuate in aree pericolose". Essi, cioè, potranno trovarsi a doversi spendere a favore di persone problematiche o comunque in gravi difficoltà. Queste esperienze avranno lo scopo di far comprendere ai protetti da questo Angelo che devono procedere a una revisone interiore, compiere una sorta di viaggio in se stessi per conoscersi più a fondo. Invocandolo potranno ricevere un grande aiuto in questo percorso, ottenendo perdono dagli altri gioia di vivere in pace e in armonia con tutti, ma anche doni materiali attraverso lasciti ereditari. Con il suo aiuto potranno riconciliarsi con l'Unità e con i Principi Eterni, mentre nella vita quotidiana l'influenza dell'angelo si manifesterà attraverso le riconciliazioni, anche con persone dagli interessi opposti. La necessità di una riconciliazione potrà emergere in particolare, nella loro vita, come ostacoli sul piano dei rapporti familiari o di lavoro, dunque tema da esprimere proprio attraverso il lavoro o la famiglia. Potranno anche trovarsi a convivere o a lavorare in ambienti difficili o ostili (o che gli appariranno tali, e con i quali dovranno appunto riconciliarsi). E' attraverso l'esperienza di tali ostacoli che passerà la riconquista del loro "Paradiso perduto".
Secondo la Kabbalah, il codice dei 72 Nomi di Dio è celato nei tre versetti 19, 20 e 21 del capitolo 14 dell'Esodo (ciascuno composto da 72 lettere). Nel trigramma di questo Nome la lettera caph (palmo della mano) proviene da: "l'Angelo di Dio che stava davanti al campo di Israele si mosse e si mise dietro di loro" (Esodo 14, 19). La waw (gancio), da: "questa nube era tenebrosa da un lato, dall'altro rischiarava la notte" (Es. 14, 20). La qof (cruna dell'ago), da: "e l'Eterno ritirò il mare con forte vento da Oriente (l'Est)" (Es. 14, 21). Queste lettere, interpretate in relazione alle loro origini, danno l'immagine della relazione d'amore che conduce all'unione sessuale. Per questo Chavakiah è considerato anche l'angelo dell'unione amorosa, e - nel cammino spirituale - quello del ritorno al Paradiso. Questi segni ci dicono anche che Chavakiah aiuta ad armonizzare le nostre pulsioni più istintive, dunque la sua vibrazione orienta la passione sessuale.
Chavakiah secondo Sibaldi
Il trigramma kaph-waw-qoph ci dice: "Io imparo a dominare ciò che limita e opprime. In effetti, pur dispensando l'energia di Giove, questa Potestà (non dimentichiamo che il Coro dipende dall'Arcangelo Camael!) può rivelarsi molto severa con i suoi protetti. Dice Sibaldi che li dota di alte aspirazioni, di talenti creativi, di un intenso bisogno di crescita spirituale, e al tempo stesso sembra disporre apposta le circostanze della loro vita perché li ingarbuglino in una serie di conflitti faticosi, soprattutto in famiglia. Il loro desiderio di orizzonti più ampi non fa che crescere, e intanto i loro pensieri e le loro forze sono sempre più assorbite dai problemi affettivi. può succedere che mentre gli anni passano essi comincino a sentirsi decisamente infelici: ad abituarsi alle tensioni dolorose e a sviluppare solo quei tratti della propria personalità che permettano di sopportarle, invece di quelli che occorrerebbero per realizzare qualcos’altro di più bello. Ma se seguono questa strada possono diventare esperti delle attese troppo lunghe, delle sconfitte morali, e – unica consolazione – imparano a vedere quanta parte della vita del prossimo sia simile alla loro, e in quale misura ciò influisca complessivamente sul malessere della società in cui vivono. Si direbbe che il loro Angelo li abbia candidati al pessimismo e che il loro compito sia di mostrare a tutti come si possa resistere a lungo allo stress delle speranze deluse. Così è, infatti, ma solo fino a che i Kawaqiyah credono di desiderare quei loro ampi orizzonti soltanto per sé. Perché la loro vera vocazione è invece quella di guidare altri: sono maestri, e le loro pesanti esperienze servono appunto a formarli in tal senso.. non appena se ne accorgono, diventano i migliori educatori delle aspirazioni altrui, i più tolleranti verso le altrui sconfitte e frustrazioni, i più acuti analisti dei meccanismi segreti della viltà, dell’odio, della rassegnazione e (il medico cura se stesso) solo aiutando gli altri a superare tutti questi mali dell’esistenza li superano loro stessi, trovando finalmente il proprio posto nel mondo. Shakespeare conosceva questo Angelo? Se no, è una coincidenza davvero sorprendente che sia riuscito a darne un ritratto talmente preciso, nella prima parte dell’Enrico IV. Lì, il giovane e intralciatissimo erede al trono, Enrico V, dice di sé, in uno dei suoi momenti più cupi: 'Imiterò il sole, che permette alle nubi basse e infette di soffocare la sua bellezza e di sottrarla al mondo'. Ma quando si compiace di esser se stesso nuovamente, desiderato qual era, suscita ancor maggiore meraviglia; e riesce poi a liberarsi sia dalle umiliazioni subite, sia dal peso della delusione paterna, proprio mettendosi a guida di molti per riportare la pace in patria; tale ritratto scespiriano è tanto più significativo in quanto il vero Enrico V era nato un 16 di settembre. Mentre il 13 nacque David Herbert Lawrence, che in 'Figli e amanti' e ne 'L’amante di Lady Chatterley' narrò appunto di ribellioni e di liberazioni da frustranti grovigli domestici. 'Natural Born Killers', del Kawaqiyah Oliver Stone, comincia proprio in una famiglia-incubo da cui la protagonista evade; e i romanzi della Kawaqiyah Agatha Christie esaminano accuratamente i segreti di certe case da cui l’evasione non si è tentata, o si è tentata troppo tardi. I Kawaqiyah consapevoli della propria funzione sociale diventano ottimi psicologi, notai, avvocati civilisti, memorabili insegnanti di ogni ordine di scuola, o sacerdoti che (sostituendo Madre Chiesa alla famiglia), trovano la forza necessaria a considerare i problemi dei fedeli più importanti dei propri. I Kawaqiyah più oltranzisti ampliano la scala del loro intervento: invece che alle tensioni tra l’individuo e famiglia, si dedicano a quelle tra l’io e la società in cui sono cresciuti. Sono sociologi o antropologi illuminati; molto forte, in loro, è la voglia di credere che in altre culture arcaiche gli Occidentali possano evadere con successo dai propri traumi e trovare strumenti di rigenerazione: così il Kawaqiyah Fenimore Cooper, ai primi dell’Ottocento, guardava alla prateria americana o alla sapienza dei nativi; e anche Lawrence esplorò fiduciosamente culture ancestrali, dopo essersi lasciato alle spalle l’Inghilterra, per lui tanto opprimente. Il passo successivo, lungo questa via esotica, è naturalmente la vocazione di guru, vero compimento delle predisposizioni kawaqiane. Diverso è il discorso per quei Kawaqiyah che non solo non siano riusciti a trascendere i propri tormenti personali, ma si siano adeguati a ciò che essi conoscono della vita famigliare e del loro mondo. Sono personalità da avvicinare con prudenza quando, invece di cercarne una fuga o una migliore comprensione, si incaricano di riprodurre a loro volta i problemi di cui hanno sofferto. Nelle loro relazioni e nel loro ambiente possono venire a rappresentare l’aspetto più conservatore, impegnandosi spesso – ansiosamente addirittura – a tarpare e raffreddare gli animi altrui, come per vendicarsi su di loro delle castrazioni subite in gioventù. Finiscono così per trasformarsi in tiranni meticolosi e ottusi, o maestri di conformismo e codardia, tanto più pericolosi in quanto raramente se ne accorgono: quando riflettono su se stessi, si convincono immancabilmente delle loro ottime intenzioni, e per giustificare i propri errori, ne danno la colpa ad altri o alle circostanze. Pochi sono più sordi di loro; pochi godono più di loro nel fare sottilmente danno a chi li ascolta. Il consiglio a questi nati è dunque di vigilare coltivando in sè le loro grandi qualità senza distogliersene e rischiare di scivolare in simili pantani. Chavakiah farà sbocciare i talenti e la Gioia in coloro che - sintonizzandosi con la sua energia - vorranno correre il rischio di aprirsi agli altri senza paura, e nella necessità si affideranno a lui con fiducia.
Qualità di Chavakiah e ostacoli dall'energia "avversaria"
Chavakiah sviluppa la capacità di superare le difficoltà e di perdonare; di vivere senza attriti con gli altri e di essere sempre magnifici e generosi. Dona amore per la condivisione, consapevolezza superiore, spirito di pace e di armonia; pacificazione, gioia di vivere, amore fraterno. Infonde grande senso del dovere e generosità fino al sacrificio di sé. Il dono della Riconciliazione offerto da Chavakiah è infatti una consapevolezza che conduce a ri-unirsi: alla vita, al mondo, a tutto ciò che esiste, che ci sia noto o ancora sconosciuto. E' una consapevolezza superiore, in quanto l'uomo comune ignora il fatto che noi stessi siamo, letteralmente, ciò che ci circonda, e nulla esiste se non in funzione di tutto il resto: dunque ogni cosa, noi compresi, è concatenata all'altra; ogni essere è se stesso ed è anche ogni altro.
L'Angelo dell'Abisso a lui contrario si chiama Lamalon e rappresenta il desiderio di vendetta. Causa eccessiva severità, discordia familiare, egoismo, litigiosità. Provoca tensioni e problemi in famiglia, competizione e liti fra fratelli, fino a causare inimicizia e procedimenti legali che si risolvono a danno di tutti. 
Meditazione associata al Nome
La meditazione associata a Chavakiah si chiama chiama "energia sessuale". Secondo la Kabbalah la sessualità è una forza che stimola anch'essa la coscienza superiore ardendo di energia intensa; ma non basta "accenderla" e lasciarsene travolgere: è necessario sintonizzarsi anche con l'essenza spirituale del sesso. Questo Nome è una sorta di chiave d'accensione. Meditazione • Ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione:  per l'energia di questo Nome purifico i miei desideri, così da riuscire a condividere amore ed energia con la persona che amo, mettendo i suoi desideri ancor prima dei miei. Risveglio l'energia sessuale perché essa contribuisca ad elevare tutta la mia esistenza. Torno a riempirmi di tutta la Luce che perdevo restando spento o egoista nei desideri della passione. 
Esortazione angelica
Chavakiah esorta a trascendere le proprie rigidità per coltivare in sè la condivisione, la fiducia, la capacità di fondersi con l'altro e operare per il bene universale da cui discende anche ogni felicità personale.
Giorni e orari di Chavakiah
Se sei nato nei suoi giorni di reggenza Chavakiah è sempre in ascolto per te; ma in particolare le sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 11 febbraio, 25 aprile, 8 luglio, 21 settembre, 2 dicembre; ed egli governa ogni giorno, come "angelo della missione", le energie dalle h.11.20 alle 11.40. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in questo orario, in qualunque data di nascita, ed è questo l'orario migliore in cui tutti lo possono invocare. La preghiera tradizionale rivolta a Chavakiah è il 1° versetto del Salmo 115: Dilexi quoniam exaudit Dominus vocem orationes meae (amo il Signore, perché ascolta il grido della mia preghiera). 
Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori
A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi; questo può essere interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul piano dell'introspezione psicologica. In questo caso la radice lamed-he-heth risponde alla configurazione: "La Forza - l'Innamorato - il Sole", da cui la riflessione interiore suggerita dalle domande poste da questi arcani. Chiede la Forza (inizio creativo, nuova energia): qual è, e dov'è, la mia forza? dove si colloca? in che cosa faccio ricorso alla mia sessualità? quali sono i miei desideri? cosa intendo domare? 
Chiede l'innamorato (l'androgino divino, il libero arbitrio, la ricerca della Luce): in quali relazioni mi trovo coinvolto? che scelte devo operare? qual è il mio stato emozionale?
chiede il Sole (cosa mi dà veramente energia, piacere, successo? sono amato? che immagine ho di mio padre? come posso costruire qualcosa di nuovo?
CORI DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI INFLUENZA
Rimando infine al Coro e alle energie arcangeliche che dispensano influenze ai nati fra il 13 e il 17 settembre. L'angelo Chavakiah appartiene al Coro degli Angeli Potestà guidato dal severo Arcangelo Camael. La decade che qui interessa (quella dal 13 al 23 settembre), e il segno della Vergine, sono entrambi sotto l'influsso dell'Arcangelo Michele. Con questi link vi reinvio a tali entità angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a consultarle, insieme a quella del loro Angelo Custode Chavakiah. Infatti anche le energie di questi Arcangeli sono al loro fianco. Infine bisogna ricordare che una specifica influenza sulla persona è esercitata anche dall'Angelo che aveva reggenza nell'orario della nascita. 
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo, i "santi laici" di questi giorni sono Pasquale Cappuccio, consigliere comunale; Alberto Giacomelli, magistrato; Pino Puglisi, sacerdote; Mauro De Mauro, giornalista; Massimiliano Carbone, imprenditore.

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