perché il semplice saperlo è un seme; se il terreno è pronto una verità che lo incontra vi si annida e inizia a germogliare

Nel nome del Signore, Dio d’Israel, sia Michael alla mia destra, Gabriel alla mia sinistra, dinanzi a me Uriel, dietro a me Raphael.

E sopra la mia testa la divina presenza di Dio. (preghiera ebraica)

domenica 10 aprile 2011

Mahasiah, angelo 5, dei nati fra il 10 e il 14 aprile

Mahasiah, o Mahashiyah, è il quinto Soffio e quinto raggio angelico nel Coro nettuniano degli Angeli Serafini guidato dall’Arcangelo Metatron, nel quale governa le energie del Sole. Il suo elemento è il Fuoco; ha domicilio Zodiacale dal 20° al 25° dell'Ariete ed è l’Angelo Custode dei nati fra il 10 e il 14 aprile.
I sei Angeli Custodi dell'Ariete, collettivamente, assicurano ai loro nati un'energia intensa e focosa, generoso entusiasmo e un acceso desiderio di rigenerazione.
Il nome di Mahasiah significa "Dio salvatore"
Il dono dispensato da Mahasiah è la PURIFICAZIONE
Dice Haziel che questo Angelo influenza la sfera sociale entro la quale agisce la persona, e che ciò significa che la spiritualità diffusa intorno a sé dal singolo individuo gli verrà resa, centuplicata. Si tratta di una spiritualità che si esprime sotto forma di considerazioni e speculazioni filosofiche, nel senso che Mahasiah influenza gli incontri con persone tese ad analizzare le proprie e altrui emozioni, i propri pensieri e istinti: questo conduce alla conoscenza di sè e, attraverso di ciò, a compiere progressi anche nella comprensione delle verità cosmiche. I nati di questo angelo troveranno nelle persone che li amano continue fonti di rivelazioni, che tanto più saranno veritiere quanto più si affideranno a lui per chiedere ispirazione e aiuto nel tenersi al riparo da fantasticherie erronee, procurandosi la guida angelica anche agendo correttamente e sinceramente. Spetta all'Angelo, dice Haziel, indicarci, ovvero dirci, come l'uomo sia tenuto ad agire, per diventare l'edificio che ospita la divinità operante nei suoi molteplici aspetti (ossia gli Angeli stessi); ma non bisogna dimenticare che questa guida si può esprimere solo se noi consapevolmente la richiediamo. Se invocato, questo Angelo Custode concede l'equilibrio, malgrado il forte desiderio (innato in alcuni dei suoi protetti) di avere ragione ad ogni costo; il suo aiuto può migliorare il carattere e, di conseguenza, rendere più attraenti le persone; anche nell’aspetto esteriore. Dona la possibilità di riconciliare più persone o di fare la pace con tutti. Concede sogni premonitori, comprensione del messaggio che viene dai piccoli fatti quotidiani; piacere delle cose semplici, riuscita negli esami e nella ricerca di un impiego, e anche l’ottenimento di compiti di responsabilità.  
Mahasiah secondo Sibaldi
Secondo Sibaldi, nella radice 'mem-he-shin' si cela il concetto 'io cerco gli orizzonti dello spirito e della conoscenza'. E spiega: il senso d’infinito nei folli discorsi dei personaggi di Aspettando Godot del Mahashiyah Samuel Beckett, e la possanza e la solitudine di Conan il barbaro, nel film più celebre del Mahashiyah John Milius: ecco i due poli del mondo dei protetti di questo Serafino, individui tanto grandi quanto solitamente incompresi, e del tutto indifferenti, per di più, al fatto che i loro contemporanei li comprendano o meno. Ciò che a loro interessa è sempre altrove, e molto lontano: i confini del loro animo sono troppo ampi perché la realtà del nostro mondo possa occuparvi un posto di qualche rilievo. Li attrae semmai la mistica, la religione (meglio se una religione antica, che in nessun tempio si pratichi più). La conoscenza li attrae sempre, perché la loro mente è agile e ha appetiti vigorosi: ma per quanto vasta possa essere la loro erudizione, tenderà sempre a consistere di argomenti che all’atto pratico si rivelano del tutto inutili, astratti, dinanzi ai quali il loro interlocutore alzerà le sopracciglia, perplesso, a meno che naturalmente non sia un Mahashiyah lui pure. E loro lo sanno bene. Perciò ecco cosa può succedere: a volte sembrano non avere alcun compito da svolgere, in questa vita; semplicemente si trovano un lavoro (o qualche animo buono glielo procura), non si curano che non abbia pressoché nulla a che vedere con loro, rispettano l’orario, e nient’altro. Non colgono le occasioni che la vita offre loro, le guardano passare; sono insoddisfatti del loro matrimonio, e annoiati, per lo più, dalle loro amicizie, ma non se ne fanno un cruccio: hanno talmente tanta energia da poter sopportare qualsiasi cosa o persona. E con tutti appaiono generosi, disponibili, tranquilli, tolleranti anche, salvo in quei casi in cui un non-Mahashiyah provi a imporre loro una qualche opinione troppo concreta, o peggio ancora a scuoterli da quel loro particolare modo di vivere. Allora reagiscono, si impuntano, e a questo mondo si contano sulla punta della dita le persone che potrebbero convincerli di avere torto. Gli imprevisti, le tempeste, a volte, li smuovono. Di solito sono bravissimi a schivarle: così profondamente distanti da tutto, privi di ambizione, rapidi a rassegnarsi e a lasciar perdere, offrono ben poco bersaglio alle intemperanze del destino. Ma quando qualche ondata della vita li travolge, scoprono di avere tutte le doti necessarie a superare la prova: reggono al naufragio, aiutano chi vi è coinvolto con loro, sanno ricostruire quel che è crollato, e fare anche in modo che la situazione, alla fine, sia migliore di quella che era andata distrutta. Ma poi regolarmente ritornano alle loro abitudini astratte e introverse, così come un santo ritornerebbe alla sua ascesi dopo una breve tentazione: ancor più certi che la Terra non abbia nulla da offrire, né in bene né in male, che possa adattarsi ai loro gusti. Con tutto ciò, una loro missione i Mahashiyah la svolgono, e di non poco conto: incarnano un punto di vista superiore dal quale considerare la nostra vita e ridimensionare ciò che noi – molto spesso – ci “sforziamo” di considerare importante, ed è invece del tutto secondario. A loro preme soltanto il presente (non per nulla fu un Mahashiyah il più celebre fotografo dell’Ottocento, Nadar): e quanti altri perdono invece ogni ora e ogni giorno del proprio presente, per proiettarsi con l’animo nel futuro prossimo o lontano, o per continuare a dibattersi in rimorsi e rimpianti passati! I Mahashiyah ritengono fermamente che non esista modo più stupido di rovinarsi l’esistenza. Aspettare Godot! E perché? Possono sembrare un po’ punk, ma sono in realtà filosofi nati, maestri di relatività, e ascoltarne attentamente non tanto le parole, quanto lo stato d’animo, l’interiore stabilità che attraverso le parole si esprime, è sempre benefico e rasserenante. Potrebbero essere ottimi insegnanti, analisti, se solo si convincessero che ne valga la pena, e avessero la pazienza di interessarsi alle descrizioni che gli altri danno dei propri problemi. Ma dato che questo non avviene pressoché mai, conviene semplicemente tenerseli cari, se capita di averli come amici, e ricorrere a loro nei momenti di stress, come a un antidoto o, mal che vada, a un calmante. Quanto allo stress in cui possono incorrere loro, è di una sola natura: si verifica ogni volta che, per esperimento o per una qualche suggestione ricevuta, i Mahashiyah cominciano a voler vivere come gli altri, a porsi cioè qualche obiettivo preciso e a lottare per conquistarlo. Diventano allora i peggiori nemici di se stessi. Commettono errori insensati, trascurano tutti i dettagli che si riveleranno poi fondamentali, sprecano puntualmente le risorse che hanno destinate allo scopo, svendono o vogliono far pagare troppo cari i loro talenti. Ne deriva facilmente un disastro; e dopo il disastro un senso di frustrazione cocente; e con la frustrazione, una tempesta di disperazione e paura di sé e degli altri. Poi passa e, come sappiamo, dopo le loro tempeste i Mahashiyah si riprendono abbastanza in fretta e, contemplando il mondo da lontano e dall’alto, si domandano perché sia venuto loro in mente di fare tutta quella fatica. Non c’era motivo, infatti. Meglio che si considerino serenamente e incurabilmente sani a modo loro, e si godano la loro dimensione esclusiva, come un bel promontorio sul fiume degli affanni altrui.
Qualità di Mahasiah e ostacoli dall'energia "avversaria"
Le qualità sviluppate da Mahasiah sono carattere accattivante e piacevole, armonia con il mondo e con gli altri esseri umani; capacità di scegliere il cammino giusto, di perdonare e di pagare per le proprie colpe. Successo in campo scientifico e nell'esercizio delle professioni liberali; gioia di vivere, facilità d’apprendimento (nelle scienze come nel misticismo, e riguardo ai misteri dello spirito), esito positivo negli esami.  L'Angelo dell'Abisso a lui contrario si chiama Daniel e rappresenta i fallimenti familiari e scolastici. Ispira orgoglio, megalomania, deviazione sessuale, fanatismo religioso. Porta ignoranza, disinteresse per la cultura e lo studio, svogliatezza e difficoltà nell'apprendere; dissolutezza e malattie del corpo e dello spirito.
Meditazione associata al Nome: guarire
La meditazione associata a Mahasiah si chiama “guarire”. Secondo la Kabbalah questo Nome trasmette un potere spirituale di guarigione, che evoca la liberazione che Mosè seppe portare allo stesso popolo che aveva aiutato a sottomettere: un potere che si ottiene da un lato, meditando sui bisogni degli altri, e sulle nostre opportunità di intervenire in loro aiuto, dall’altro sull’assunzione di responsabilità che consente di rinunciare ad ogni atteggiamento vittimistico. • Meditazione: ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: per il potere di questo Nome porto l’energia di guarigione al livello più profondo e intenso del mio essere. L’energia della Luce mi pervade e mi mette in grado di prendermi cura, a mia volta, delle persone che hanno bisogno di guarire.
Esortazione angelica
Mahasiah esorta ad aprirsi all’ascolto: di se stessi, del mondo, degli eventi, di tutti gli esseri che la vita ci fa incontrare; ci invita a raccogliere i messaggi di grazia che da ovunque ci giungono per farcene latori per il progresso di tutti.
Giorni e orari di Mahasiah 
Se sei nato nei giorni di reggenza di questo angelo, Mahasiah è sempre in ascolto per te; ma in particolare le sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 13 gennaio, 25 marzo, 7 giugno, 21 agosto, 2 novembre; ed egli governa ogni giorno, come "angelo della missione", le energie dalle h. 1.20 alle 1.40. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in questo orario, in qualunque data di nascita, ed è questo l'orario migliore in cui tutti lo possono invocare. La preghiera rivolta specificamente a Mahasiah è il 5° versetto del Salmo 33: Exquisivi Dominum, et exaudivit me; et ex omnibus terroribus meis eripuit me (Ho cercato il Signore ed egli mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato).
Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori
A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi; questo può essere interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul piano dell'introspezione psicologica. Mentre le lettere ebraiche si leggono da destra a sinistra, però, i corrispondenti Tarocchi vanno letti da sinistra a destra. In questo caso, dunque, la radice (mem-he-shin) del Nome risponde alla configurazione: "il Matto – il Papa – la Morte". Da qui la riflessione che nasce dalle domande poste da questi arcani: chiede il Matto (l’inizio e la scelta): da cosa mi sto liberando o devo liberarmi? Come posso canalizzare la mia energia? Chiede il Papa (il mediatore, il ponte, l’ideale): cosa dice la Tradizione, la Legge? Che cosa comunico e con quali mezzi? Sto trasmettendo qualcosa a qualcuno? Ho un ideale? chiede la Morte (trasformazione profonda, rivoluzione): che ciclo si è concluso, cosa devo cambiare? quali sono le mie opportunità? cosa mi aiuta? cosa sto ripetendo? quale enigma emozionale mi blocca?
CORI DI INFLUENZA E ARCANGELI DI APPARTENENZA
Rimando infine al Coro e alle energie arcangeliche che dispensano influenze ai nati fra il 10 e il 14 aprile. L'angelo Mahasiah appartiene al Coro degli Angeli Serafini guidato dall' Arcangelo Metatron. Questa decade in particolare (10-20 aprile) è dominata dal gioioso Arcangelo Hesediel, mentre il segno dell'Ariete nel suo complesso cade sotto il severo influsso dell'Arcangelo Kamael. Con questi link reinvio dunque a tali entità angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a consultarle, insieme a quella del loro Angelo Custode Mahasiah. Infatti anche le energie di questi Arcangeli sono al loro fianco. Infine bisogna ricordare che una specifica influenza sulla persona è esercitata anche dall'Angelo che aveva reggenza nell'orario della nascita.
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo: i "santi laici" di questi giorni sono Lorenzo Cotugno, agente di custodia, e Antonio Marino, della Polizia di Stato.

  

1 commento:

  1. Giuliano971@gmail.com31 luglio 2012 19:30

    Complimenti per l'ottimo lavoro fatto grazie mille!!ciao

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