perché il semplice saperlo è un seme; se il terreno è pronto una verità che lo incontra vi si annida e inizia a germogliare

Nel nome del Signore, Dio d’Israel, sia Michael alla mia destra, Gabriel alla mia sinistra, dinanzi a me Uriel, dietro a me Raphael.

E sopra la mia testa la divina presenza di Dio. (preghiera ebraica)

venerdì 15 aprile 2011

Lelahel, angelo 6, dei nati fra il 15 e il 20 aprile

Lelahel, o Lelehe’el, è il sesto Soffio e sesto raggio angelico nel Coro nettuniano degli Angeli Serafini guidato dall’Arcangelo Metatron, nel quale governa le energie di Venere. Il suo elemento è il Fuoco; ha domicilio Zodiacale dal 25° al 30° dell'Ariete ed è l’Angelo Custode dei nati fra il 15 e il 20 aprile. 
I sei Angeli Custodi dell'Ariete, collettivamente, assicurano ai loro nati un'energia intensa e focosa, generoso entusiasmo e un acceso desiderio di rigenerazione.
Il nome di Lelahel significa "Dio lodevole"
Il dono dispensato da Lelahel è la LUCE
Dice Haziel che questo Angelo rivela alla persona il modo più fruttuoso di utilizzare le proprie risorse; ma al tempo stesso rende coscienti dell’esistenza di tali risorse e del modo di accedervi. In tal modo conferisce il potere di mettere a frutto grandi opportunità. Inoltre, dato che Lelahel dispone del potere venusiano di abbellire ogni cosa, grazie a lui, la persona potrà valorizzare la propria bellezza naturale, godere di buona salute, ottenere felicità in amore; ma anche fare buoni affari e intraprendere con successo una carriera artistica. Lelahel domina tutto ciò che riguarda la sfera sentimentale e quella della notorietà, delle scienze e della salute. Concede dunque ai suoi protetti la possibilità di diventare famosi per le proprie azioni e le proprie capacità, specie in campo artistico e medico, e perfino di ottenere una clamorosa fortuna finanziaria. 
Lelahel secondo Sibaldi
Secondo Sibaldi, la radice lamed-lamed-he cela il concetto: la mia energia vitale cresce, ed eccede. In effetti, dice, i Lelehe’el crescono, e sicuramente fanno crescere: questo è il loro compito. Si estendono, prendono, superano, desiderano e prendono ancora, sempre: non hanno eppure una direzione precisa – poiché la conquista, per loro, è una necessità insaziabile, senza altro scopo che non sia il conquistare stesso. Sono insomma come una fiamma (lehav, in ebraico) che cerca ovunque alimento, e dove ne trova divampa e si ingrandisce. Solo così i Lelehe’el riescono a essere veramente se stessi, e a portare nel mondo questa ventata di volontà onnivora. Non perdano tempo a domandarsi perché, né tantomeno se sia giusto o sbagliato; non troverebbero risposta, e non farebbero che intralciare quell’impetuosa forza della natura che in loro cerca espressione, felice di produrre sempre nuovi bisogni.
Se non si spaventano della loro stessa rapacità, possono diventare utilissimi: perfetti esempi di ottimismo, coraggio, e di fiducia in se stessi. I loro campi d’azione più congeniali sono quelli dell’Energia Yod: se si dedicano alla medicina, comunicano ai loro pazienti una carica straordinaria; se preferiscono invece il palcoscenico, diventano fatalmente divi e – più ancora – trascinatori di folle ipnotizzate dal loro impeto. Ma a loro questo ancora non basterà; sono iperattivi, devono assolutamente trovare applicazione a una vera e propria folla di ottime qualità: il desiderio di conoscenza, l’abilità organizzativa, strategica, finanziaria, l’astuzia da lupi, il gusto della sfida, la concretezza, la chiarezza intellettuale, e il colpo d’occhio, che in loro si somma a una brillante capacità di pensare sempre in grande, di intuire quasi magicamente le passioni della loro epoca, e di usarle a proprio vantaggio. Devono perciò trovarsi tre, quattro, cinque attività parallele (e aver successo in tutte), oppure una professione multiforme, come quella del politico, dello scienziato, dell’inventore. Troviamo così, tra i Lelehe’el, estremi che vanno da Adolf Hitler a Leonardo da Vinci: irresistibili entrambi, uno nella rapacità criminale, l’altro nella scoperta delle dinamiche del reale. Devono conquistare vette, non importa se nelle gerarchie o nella natura, purché la gente li veda e li ammiri (come potrebbero infatti sopportare di non essere notati?): ed ecco allora i perfetti Lelehe’el Joseph Ratzinger e Lucrezia Borgia; Ardito Desio, che scalò il K2, e William Wright, che inventò il volo a motore; un ambiziosissimo presidente-imperatore come Napoleone III, che fu tra i monarchi più aggressivi dell’Europa moderna, e un prodigioso artista come Charlie Chaplin, che attraverso il cinema conquistò le platee del mondo intero. Naturalmente si sentono eroi – esclusivamente nel senso di eroi acclamati – e si prendono tremendamente sul serio. Possono ironizzare su tutto, ma non su se stessi; possono relativizzare qualsiasi cosa, ma non il loro diritto (che per loro è un dovere) di imporsi all’attenzione generale. Capita facilmente che sembrino insensibili alle esigenze di chi vive accanto a loro: ma non hanno scelta, devono seguire gli impulsi del loro ben più esigente, affannoso destino, e non possono fermarsi né a dare spiegazioni, né tantomeno a chiedere permessi. I loro famigliari e amici possono solamente adorarli, se non vogliono perderli di vista; e i loro partner riusciranno a tenerli legati a sé soltanto incoraggiandoli a puntare sempre più in alto nel loro lavoro, e intanto rinnovandosi di continuo, mostrando sempre nuovi aspetti del proprio carattere, crescendo insomma insieme con loro. Viene in mente a questo proposito il matrimonio più felice di Chaplin, quello con Oona O’Neill, di trentasei anni più giovane di lui; con lei, l’attempato genio continuò a crescere ben oltre la fine della sua carriera, ritrovò adolescenza, poi giovinezza, e ridivenne ancora adulto quando anagraficamente era già vecchio. La loro unione fu un’ininterrotta crescita anche dal punto di vista aritmetico, dato che ne nacquero ben otto figli. D’altra parte, ben poche persone riescono a frenare a lungo i Lelehe’el che abbiano cominciato a scoprire se stessi: può provarci soltanto qualcuno che li odi davvero. Chi li ha conosciuti sa che è sufficiente ignorarli un po’ per incupirli, e che basta un’innocente presa in giro per renderli furiosi: costringerli a limitare la loro vitalità li farebbe soffrire troppo, scatenerebbe tragiche crisi depressive, si ammalerebbero o, invertendo l’effetto della loro Energia Yod, vi farebbero ammalare. Ha gioco più facile chi, invece, decide di sfruttarli. Pur di essere protagonisti, infatti, i Lelehe’el sono disposti a tutto, anche a obbedire e addirittura ad asservirsi a chi offra loro possibilità di azione. Non è alla libertà che aspirano, ma alla riuscita; non sono rivoluzionari, non cercano tanto il nuovo, quanto piuttosto l’utile. Possono perciò trovarsi perfettamente a loro agio in un ambiente conservatore, in un regime o in un partito autoritario, o in un’azienda patriarcale, purché chi li circonda li stimi e si fidi di loro. Se si sentiranno adeguatamente utilizzati, non c’è neppure il rischio che la loro passione per le vette li spinga tutt’a un tratto a prendere il posto di chi li comanda: in fondo al cuore lo potrebbero desiderare, sì, ma tutto sommato preferiranno essere lodati come vice. Intuiscono che una volta arrivati in cima si annoierebbero, non avendo altre mete a cui mirare, e che disponendo di troppo potere faticherebbero a controllare se stessi, come avvenne appunto a Hitler, che in pochi anni impazzì del tutto e cominciò a correre verso la rovina. Meglio ministri che presidenti, meglio attori che produttori, meglio sognare sempre qualcos’altro più in là, piuttosto che guardare dall’alto altri sognatori che comincino a crescere più rapidamente di loro.
Qualità di Lelahel e ostacoli dall'energia "avversaria"
Le qualità sviluppate da Lelahel sono ambizione e talento; illuminazione spirituale; lucidità e comprensione intuitiva di tutto, creatività, fedeltà agli ideali; capacità di rappacificare i contendenti, desiderio di guarire gli altri. L’angelo dona amore e concede ai suoi protetti rapida guarigione dalle malattie ma anche il dono di propiziare una guarigione o comprendere argomenti e materie normalmente ostici.  L'Angelo dell'Abisso a lui contrario si chiama Arédros e rappresenta la stanchezza e la malattia. Causa ambizione smodata e presunzione. Ispira la tentazione di compiere atti illeciti pur di primeggiare sugli altri o arricchirsi. Fa perdere il senso della misura e dell'empatia.
Meditazione associata al Nome: stato di sogno
La meditazione associata a Lelahel si chiama “stato di sogno” in quanto questo angelo guida ad attingere saggezza attraverso i sogni, e aiuta a scegliere bene fra le ispirazioni, tenendosi lontani dagli inganni che possono portare a scelte sbagliate. Secondo la Kabbalah la realtà in cui viviamo non è che una delle tante dimensioni possibili; alle altre dimensioni si può accedere in vari modi, uno dei quali è passare attraverso il sogno. Quando ci addormentiamo la presa della materialità si allenta, lasciando che la nostra anima ascenda al mondo spirituale dove riceve nutrimento, forza e ispirazioni. Queste esperienze notturne avvengono in una dimensione che trascende il tempo e lo spazio, nel quale passato, presente e futuro sono compresenti; si abbraccia dunque l’intera vastità della vita, nella sua complessità materiale e spirituale. Qui si colgono visioni che vengono trasmesse alla coscienza attraverso la forma di sogni: tali influenze, operando poi a livello del subconscio, hanno impatto sulle decisioni che prendiamo nella vita di tutti i giorni. Ma le visioni veritiere sono frammiste ad elementi di pura fantasticheria: le persone di forte spiritualità ricevono sogni prevalentemente veritieri mentre l’egocentrismo li deforma e restituisce false immagini. Più sono sinceri i sogni più sagge le nostre scelte e viceversa; nel tempo possiamo imparare a interpretare le visioni che riceviamo e a trarne l’ispirazione migliore. • Meditazione: ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: per il potere di questo Nome ricevo sogni veritieri. Durante la notte la mia anima ascende a luoghi sicuri e pieni d’amore; ogni mattina mi sveglio ricaricato, rinvigorito, rinnovato nel corpo e nello spirito e più saggio. 
Esortazione angelica
Lelahel esorta a fare tesoro dei preziosi doni che elargisce per trasferire vitalità, grandezza e bellezza al mondo, senza perdere equanimità e compassione, in modo scevro da ogni compiacimento verso il proprio potere personale.
Giorni e orari di Lelahel 
Se sei nato nei giorni di reggenza di questo angelo, Lelahel è sempre in ascolto per te; ma in particolare le sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 14 gennaio, 26 marzo, 8 giugno, 22 agosto, 3 novembre; ed egli governa ogni giorno, come "angelo della missione", le energie dalle h. 1.40 alle 2.00. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in questo orario, in qualunque data di nascita, ed è questo l'orario migliore in cui tutti lo possono invocare. La preghiera rivolta specificamente a Lelahel è il 12° versetto del Salmo 9: Psallite Domino, qui habitat in Sion; annuntiate inter gentes studia eius (Sal.9,12 - Cantate inni al Signore, che abita in Sion, annunciate le sue opere fra i popoli).
Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori
A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi; questo può essere interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul piano dell'introspezione psicologica. Mentre le lettere ebraiche si leggono da destra a sinistra, però, i corrispondenti Tarocchi vanno letti da sinistra a destra. In questo caso, dunque, la radice (lamed-lamed-he) del Nome risponde alla configurazione: "l’Impiccato – l’Impiccato – il Papa". Da qui la riflessione che nasce dalle domande poste da questi arcani: chiede per ben due volte l'Appeso (sosta, meditazione, dono di se stessi) che cosa devo sacrificare? che cosa devo dare di me stesso? cosa devo fermare? cosa devo ascoltare? chiede il Papa (il mediatore, il ponte, l’ideale): cosa dice la Tradizione, la Legge? che cosa comunico e con quali mezzi? sto trasmettendo qualcosa a qualcuno? ho un ideale?
CORI DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI INFLUENZA
Rimando infine al Coro e alle energie arcangeliche che dispensano influenze ai nati fra il 15 e il 20 aprile. L'angelo Lelahel appartiene al Coro degli Angeli Serafini guidato dall' Arcangelo Metatron. Questa decade in particolare (10-20 aprile) è dominata dal gioioso Arcangelo Hesediel, mentre il segno dell'Ariete nel suo complesso cade sotto il severo influsso dell'Arcangelo Kamael. Con questi link reinvio dunque a tali entità angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a consultarle, insieme a quella del loro Angelo Custode Lelahel. Infatti anche le energie di questi Arcangeli sono al loro fianco. Infine bisogna ricordare che una specifica influenza sulla persona è esercitata anche dall'Angelo che aveva reggenza nell'orario della nascita.
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo: i "santi laici" di questi giorni sono Stefano e Virgilio Mattei, cittadini; Ugo Venturini, attivista politico; Andrea Campagna, della Polizia di Stato e Francesco di Cataldo, della Polizia Penitenziaria.


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