perché il semplice saperlo è un seme; se il terreno è pronto una verità che lo incontra vi si annida e inizia a germogliare

Nel nome del Signore, Dio d’Israel, sia Michael alla mia destra, Gabriel alla mia sinistra, dinanzi a me Uriel, dietro a me Raphael.

E sopra la mia testa la divina presenza di Dio. (preghiera ebraica)

sabato 26 febbraio 2011

Habuhiah, angelo 68, dei nati fra il 25 e il 29 febbraio


Habuhiah, o Habuwyah, è il 68esimo Soffio, quarto raggio angelico nel Coro lunare degli Angeli Angeli guidato dall’Arcangelo Gabriele, nel quale governa le energie di Marte. Il suo elemento è l'Acqua; ha domicilio Zodiacale dal 5° al 10° dei Pesci ed è l’Angelo Custode dei nati fra il 25 e il 29 febbraio. I sei Angeli Custodi dei Pesci, collettivamente, fanno dei loro protetti creature di speciale sensibilità: grandi sognatori, ma non privi di senso della realtà, sono amabili, emotivi, ispirati, generosi, servizievoli e, quando sono realizzati, sanno sempre collaborare istintivamente, con ogni azione quotidiana, all'Opera Divina.
Il nome di Habuhiah significa “Dio che dona con liberalità”.



Il dono dispensato da Habuhiah è GUARIGIONE.

Questo angelo dispensa le energie di Marte, oltre a quelle della Luna proprie del suo Coro: favorisce dunque l'armoniosa fusione delle energie maschili e femminili. Con il Suo intervento, possiamo realizzare opere perfette. Le immagini che Egli depone nell’interiorità dei suoi protetti spingono a lavorare ottenendo successo dal proprio lavoro: l'abbondanza di risultati (economici, sentimentali, spirituali) si otterrà nel tipo di attività che la persona avrà scelto e, dove sarà lei, tutto diventerà vantaggioso e fruttuoso (a maggior ragione se si tratta di campi in cui è importante la fecondità, come l’agricoltura o l’allevamento di animali).
Dice Haziel che quando Habuhiah esercita il proprio influsso su una persona, questa ha una missione da compiere. Il soggetto in effetti viene mobilitato dal suo Ego (o dio interiore) affinché il suo Disegno affondi saldamente le sue radici nel quadro esistenziale in cui deve svilupparsi. Questo è un Angelo che rende intrepidi, che spinge ad amare le avventure. La sua eccezionale potenza fa esplodere i conflitti latenti: per la sua azione tutto viene portato in piena Luce e trova immediata soluzione. Gli ascessi scoppiano, le malattie si dissolvono, tutto si ripara, tutti recuperano la Salute e ritrovano la gioia di vivere. L’individuo non sarà del tutto cosciente di questa dinamica, anzi agirà secondo una logica razionale il cui significato gli sfugge pressoché per intero, ma portando ovunque intorno a sè riparazione e rinascita. L'influenza angelica si estende dalla salute delle persone (che aiuta a guarire e a tenere al riparo dalle malattie), alla manutenzione delle cose, alla fecondità nell'agricoltura e fra gli animali. Fra uomo e donna Habuhiah è fonte di grande armonia: la sua natura femminile infonde coraggio e potere nelle donne; le persone Habuhiah di sesso maschile, a loro volta, sono capaci di infondere forza alle donne in virtù della loro grande capacità di attaccamento, comprensività, fedeltà che fanno di loro dei potenti sostenitori e alleati delle donne stesse.
Habuhiah secondo Sibaldi
Nella radice heth-beth-waw c'è un' "attività interiore che non deve lasciarsi fermare". E secondo Sibaldi c'è anche la chiave per una "vita facile": purché rispettino un’unica, semplicissima condizione, gli Habuwyah si possono tranquillamente assicurare uno dei primi posti tra i favoriti della sorte. Basti dire che pochi sanno guadagnare e spendere meglio di loro. Nessuno è più bravo nel gioire di un proprio successo, e nel lasciarselo in brevissimo tempo alle spalle per cercarne di nuovi e più grandi. E poi l’impeto, e l’intuito, per non dire l’ispirazione, e – soprattutto – la curiosità e il coraggio di sostenere idee nuove sono, negli Habuwyah, massicci talenti innati che richiedono soltanto di essere messi in atto per fruttare abbondantemente e a lungo.
Per di più, questi beniamini del cielo cadono sempre in piedi, e non c’è sconfitta che li scoraggi; si ha addirittura l’impressione che nel loro vocabolario questa parola non esista affatto: quando qualcosa non va per il verso giusto, la intendono limpidamente e disinvoltamente come un suggerimento di invisibili potenze amiche, per migliorare la strategia. Divengono così vere forze della natura, indifferenti, superiori all’approvazione altrui. Nemmeno gli affetti possono rallentarli o distrarli: nella casa vedono soprattutto un luogo dove concentrarsi e recuperare energie; un amico è – deve essere – per loro soprattutto un buon interlocutore, meglio se affascinato dai loro ragionamenti. Se famigliari e aspiranti amici si adattano a tali esigenze, bene; se no, agli Habuwyah non potrebbe importare di meno: il loro tempo è troppo importante perché lo perdano a rimpiangere qualche affetto perduto, e le loro fortune appaiono loro anche più significative se possono dedicarsi totalmente a costruirsele. L’unica condizione indispensabile, dalla quale dipende tutta questa splendida compattezza e attività, è che adoperino generosamente la specialissima Energia “terapeutica”, di cui sono dotati più di chiunque altro. Nella maggior parte dei casi, ciò significa che un Habuwyah potrà aspettarsi magnifiche realizzazioni in qualsiasi attività direttamente o indirettamente connessa con la medicina, o comunque sia con la riparazione di danni e guasti. Chirurghi o meccanici, farmacisti o restauratori, biochimici, veterinari o specialisti nella ristrutturazione di aziende: non importa chi o che cosa curino, ma è essenziale che per diverse ore al giorno e per almeno cinque giorni alla settimana si accorgano della profonda compassione che i dispiaceri altrui suscitano nel loro animo, e non resistano all’impulso di trasformarli in altrettante sfide da vincere a ogni costo. In casi meno frequenti, e anch’essi regolarmente coronati da successo, gli Habuwyah sono guidati dal destino a carriere teatrali o cinematografiche, come Goldoni o Caruso, Rossini ed Elizabeth Taylor. Oppure a carriere politiche, nelle quali invece di un palcoscenico si offra loro un podio; invece di copioni, discorsi da pronunciare con passione; e invece di danni a singoli individui o a cose, malattie di intere nazioni da diagnosticare e curare. Così avvenne per lo Habuwyah Yitshak Rabin. Ma attenzione! Occorre sempre ripeterlo a chi dispone di Energia Yod – e agli Habuwyah soprattutto, i quali non dispongono, né necessitano di alcuna altra dote: se non curano, non riparano, non recitano o non si assumono la responsabilità del bene dei loro concittadini, le conseguenze possono essere disastrose. L’Energia “terapeutica” è notoriamente inquieta e terribile. Chi la possiede e la reprime, irradia malessere o si ammala con grande facilità, o nel migliore dei casi ha la sensazione di vivere molto al di sotto delle proprie possibilità, come se si limitasse egli stesso da ogni parte per esserci ed esprimersi il meno possibile, come se temesse (e del tutto a ragione) che dalle sue azioni o dai suoi desideri possa derivare qualche guaio. Ma, fortunatamente, nei protetti di questo Angelo ciò avviene di rado: un Habuwyah che non abbia subito traumi gravissimi tende a trovare sempre, nel suo lavoro, il modo per rimediare a qualcosa che non va. Se, per esempio, è uno scrittore, come Hugo o Steinbeck, sarà attratto da mali sociali e gioirà nel denunciarli, sconfinando volentieri nell’attività pubblica. Se è un filosofo, come Rudolf Steiner, si prenderà cura delle convinzioni e degli orientamenti culturali della sua epoca proprio come un epidemiologo si occuperebbe di un Paese in cui imperversi una malattia: riterrebbe suo dovere curare, riattivare, rieducare, prescrivere diete e regole di vita sana, e avrebbe inoltre la tendenza - per la quale Steiner, appunto, andava celebre - a sviluppare le proprie teorie parlandone da un palco, in pubbliche conferenze, in modo che anche la funzione teatrale della sua Energia Yod trovi applicazione. Mentre gli Habuwyah che per mancanza di fiducia in se stessi non sono riusciti a consacrarsi alla propria vocazione e a farne un lavoro, dovranno assolutamente contare sul tempo libero per rimediare: dedicarsi al volontariato, alla beneficenza o a un appassionato amore per le piante o per gli animali. Oppure potranno sposare un medico, un attore, un politico: e perlomeno contribuiranno, con la propria Energia “terapeutica”, al successo del coniuge.
Qualità di Habuhiah e ostacoli dall'energia "avversaria"
Le qualità sviluppate da Habuhiah sono dolcezza, profondità; protezione dalle malattie e capacità di portare salute e guarigione; successo in tutto ciò che attiene all'ambiente e al mondo agricolo (campi, foreste, eccetera). Ricchezza interiore. Spirito socievole e gentile; generosità e saggezza. Abbondanza di raccolti (materiali e spirituali); amore per tutto quello che è connesso alla natura.
L’Angelo dell’Abisso che contrasta Habuhiah si chiama Cléraka e rappresenta le attività vane e il rimpianto. Provoca l'indecisone e la confusione nei sentimenti; carestia, fallimenti, sterilità e gravidanze interrotte, favorisce il diffondersi degli insetti e delle malattie nocive alle piante.
Meditazione associata al Nome: stabilire un contatto con le anime trapassate
La meditazione associata ad Habuhiah si chiama "stabilire un contatto con le anime dei miei cari". Secondo la Kabbalah infatti questo Nome fornisce lo strumento meditativo più efficace a stabilire un contatto con le anime delle persone che abbiamo amato e che non sono più con noi.
L'intuizione profonda cui dobbiamo attingere è che lasciando questa vita l'anima non si dissolve ma ascende a livelli superiori di esistenza i quali sono di maggiore realtà dell'esistenza materiale stessa: come se, nella condizione che noi chiamiamo "dei vivi", fossimo in realtà in parte morti, in quanto profondamente dormienti, mentre dopo la "morte" siamo vivi pienamente. Ma tale ascensione può essere bloccata o ostacolata dal retaggio di azioni commesse durante l'incarnazione appena vissuta. Questo Nome aiuta l'ascensione dei nostri cari e, grazie all'aiuto che forniamo loro, essi possono aiutarci a loro volta nel cammino che stiamo facendo. Meditazione: ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: evoco la memoria dei miei cari che ho perduto. Li vedo circondati dalla luce di questo Nome. Medito per elevare le loro anime a livelli sempre più elevati nei mondi spirituali. Mi apro a ricevere la loro guida e il loro sostegno.

Esortazione angelica
Habuhiah esorta ad amare se stessi, coltivando la propria gioia e la propria salute per poter essere di aiuto al mondo.

Giorni e orari di Habuhiah
Se sei nato nei giorni di reggenza di questo angelo, Habuhiah è sempre in ascolto per te; ma in particolare le sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 16 marzo, 29 maggio, 12 agosto, 24 ottobre, 4 gennaio; ed egli governa, ogni giorno, come "angelo della missione", le energie dalle h. 22.20 alle 22.40. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in questo orario, in qualunque data di nascita, ed è questo l'orario migliore in cui tutti lo possono invocare. La preghiera rivolta specificamente a Habuhiah è il 1° versetto del Salmo 105: Confitemini Domino, quoniam bonus, quoniam in saeculum misericordia eius (celebrate il Signore perché è buono, perché eterna è la sua misericordia).

Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori
A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi; questo può essere interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul solo piano di vero interesse: quello cioè dell'introspezione psicologica. Mentre le lettere ebraiche si leggono da destra a sinistra, però, i corrispondenti Tarocchi vanno letti da sinistra a destra. In questo caso, dunque la radice (hé-beth-waw) di questo Nome (invertendo la posizione delle lettere della radice) risponde alla configurazione: "l'Innamorato - la Papessa - il Papa",
da cui la riflessione interiore che nasce dalle domande poste da questi arcani: chiede l'innamorato (l'androgino divino, il libero arbitrio, la ricerca della Luce): quali scelte devo operare? in quali relazioni mi trovo coinvolto? qual è il mio stato emozionale? chiede la Papessa: (gestazione, accumulo) che cosa nascondo? cosa sto accumulando? cosa devo studiare? in quali rapporti sono con mia madre? chiede il Papa: (l'ideale, il ponte, il mediatore) che cosa comunico agli altri e con quali mezzi? ho un ideale?

CORI DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI INFLUENZA
Rimando infine al Coro e alle energie arcangeliche che dispensano influenze ai nati fra il 25 e il 29 febbraio. L'angelo Habuhiah appartiene al Coro degli Angeli Angeli guidato dall'Arcangelo Gabriele, il quale governa anche questa decade in particolare (20-29 febbraio), mentre il segno dei Pesci nel suo complesso cade invece sotto il potente influsso dell'Arcangelo Metatron.
Con questi link vi reinvio a tali entità angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a consultarle, insieme a quella del loro Angelo Custode Habuhiah. Infatti anche le energie di questi Arcangeli sono al loro fianco. Infine bisogna ricordare che una specifica influenza sulla persona è esercitata anche dall'Angelo che aveva reggenza nell'orario della nascita.
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo, i "santi laici" di questi giorni sono Spartaco Lavagnini, sindacalista, e Roberto Scialabba, cittadino.

1 commento:

  1. Grazie di cuore per questo sito fantastico. Ora che grazie a te ho conosciuto un po' il mio Angelo Custode capisco molte più cose di me.
    Veramente un bel lavoro!!

    RispondiElimina