perché il semplice saperlo è un seme; se il terreno è pronto una verità che lo incontra vi si annida e inizia a germogliare

Nel nome del Signore, Dio d’Israel, sia Michael alla mia destra, Gabriel alla mia sinistra, dinanzi a me Uriel, dietro a me Raphael.

E sopra la mia testa la divina presenza di Dio. (preghiera ebraica)

mercoledì 16 febbraio 2011

Manakel, angelo 66, dei nati fra il 15 e il 19 febbraio


Manakel, o Manaqel, o Manaqe’el, è il 66esimo Soffio, secondo raggio angelico nel Coro lunare degli Angeli Angeli guidato dall’Arcangelo Gabriele, nel quale governa le energie di Saturno. Il suo elemento è l'Aria; ha domicilio Zodiacale dal 25° al 30° dell'Acquario ed è l’Angelo Custode dei nati fra il 15 e il 19 febbraio. I sei Angeli Custodi dell'Acquario, collettivamente, ispirano ai loro protetti amore per la natura, idealismo, apertura mentale, interesse per le innovazioni.
Il nome di Manakel significa “Dio che asseconda e sostiene ogni cosa”.

Il dono dispensato da Manakel è CONOSCENZA.
Questo angelo domina ogni forza di vegetazione ed esercita forte influenza sul sonno e sui sogni. Manakel imprime la Legge (dall'energia saturnina che gli è propria) nel Centro delle Immagini (cioè nella dimensione dell'immaginario e della comunicazione, propria dell'energia lunare dell'Arcangelo Gabriele che domina il suo Coro). Il suo protetto ha il dono di una modestia e una serietà che gli farà guadagnare la fiducia e la simpatia da parte di tutti: infatti le persone non lo vedranno come un rivale, semmai come un alleato. Egli sarà dunque spinto verso situazioni stabili nelle quali si renderà utile in modo permanente (che sia in una casa o in un luogo di lavoro). I Manakel sono ottimi amministratore di beni, amano la famiglia, rispettano l'autorità.
Dice Haziel che Manakel stimola il felice e precoce manifestarsi delle personalità femminili. Per sua grazia, infatti, tutto ciò che intraprenderà l’individuo recherà, implicitamente o concretamente, un marchio direttoriale, ma in una particolare connotazione: se la persona in soggetto è di sesso femminile sarà destinata a dirigere, mentre se è uomo sarà diretto da una donna. Sarà l'energia lunare dispensata da Manakel ad accordare stabilità ai ruoli direttivi assunti dalle donne; intendendo con stabilità anche la facilità di trovarne uno nuovo qualora si desideri cambiare ruolo. Per la stessa energia, tramite la Preghiera a Manakel, sarà possibile trovare lavoro in tempi brevi nonostante eventuali influenze negative esplicate dall’Angelo dell’Abisso. Questo Angelo trasmette Leggi concernenti le costruzioni, influenza dunque il fenomeno dell’edificazione in generale, mettendo nella sua sfera soprattutto gli ingegneri; ma anche tutti i professionisti legati ai settori delle costruzioni e della meccanica. L'amore per la giustizia dei Manakel, però, potrà fare di loro anche valenti Giudici o Magistrati.
Le funzioni di quest'angelo sono anche di potente intercessore: può portare la guarigione dall'epilessia, e se invocato ottiene il perdono divino rispetto a eventuali attive azioni commesse.
Manakel secondo Sibaldi
Nella radice del Nome si cela il concetto: "Io comprendo la realtà e le sue forze": e infatti, anche secondo Sibaldi i protetti di quest’Angelo si trovano sempre un po’ più in là di dove si pensa che siano. I loro pensieri non soltanto corrono veloci, ma a qualunque conclusione decidano di fermarsi, si accorgono di averla già superata. Perfino i loro sentimenti hanno la strana proprietà di diventare l’oggetto di se stessi: quando un Manaqe’el ama, è attratto e intenerito dal proprio amore tanto quanto lo è dalla persona amata; se detesta qualcuno, detesta ancor di più il fatto di detestarlo. E allo stesso modo, se osserva se stesso, osserva soprattutto il proprio osservare; se analizza gli altri, analizza al tempo stesso le proprie analisi, e così via: come se avesse incorporata una cabina di regia, che trasforma ogni attimo della realtà in un’inquadratura. Questo suo specialissimo grado di consapevolezza non ha, tuttavia, l’effetto di renderlo artificioso: proverà sì, spesso, la sensazione di star recitando, ma come reciterebbe un grande attore che metta tutto di sé nel proprio personaggio. D’altra parte, grande motivo di meraviglia è, fin dall’infanzia dei Manaqe’el, l’accorgersi di come la maggioranza degli altri, grandi e piccoli, non sappiano di recitare anch’essi nella vita, e non si fermino ogni tanto a cercare il regista per discutere un po’ il copione. Durante l’adolescenza il Manaqe’el cerca invano di rivolgersi agli altri dietro le loro quinte; e durante la giovinezza impara (ed è solitamente un periodo triste) a rassegnarsi all’evidenza: il mondo è uno spettacolo che gli attori potrebbero cambiare in ogni istante, se i loro ruoli e gli scenari non li incatenassero – e li incatenano solo e appunto perché essi pensano siano veri. Poi, dal modo in cui il Manaqe’el reagisce a questa sconsolante scoperta, vengono a dipendere tutte le scelte della sua vita. Alcuni Manaqe’el tentano, ancora per un po’, di destare il prossimo da quell’incantesimo teatrale. Fu così per Galileo, che con il suo libro Sidereus nuntius (Il messaggero delle stelle, titolo molto manaqeliano) tentò di diffondere nell’intormentita Italia della Controriforma le nuove immagini delle quinte del sistema solare; ne ebbe molti guai e, processato dall’Inquisizione, preferì lasciar perdere: giustamente, non gli andò a genio la prospettiva di venir bruciato come eretico sul palcoscenico dell’oscurantismo, solo per permettere ad altri di recitare il personaggio del boia. Altri Manaqe’el scelgono l’arte, o la psicologia: si dedicano allora allo studio appassionato delle maschere e dei volti, alla ricerca di quella verità dell’anima di cui, da bambini, avevano visto ovunque la mancanza; e possono riuscire ottimamente in questo compito: ad esempio quando – come avvenne a Fabrizio De André – li anima la compassione verso chi è a un passo dallo scoprire quella verità, ma non trova il coraggio di compierlo. Qualche Manaqe’el cerca ancora più lontano: invece della coscienza e del cielo indaga l’Aldilà, i territori ignoti della psiche – e viene aiutato in ciò da certi doni particolari, talenti di veggenza e medianità, del tutto simili a quelli degli Angeli della Soglia, i due La’awiyah di maggio e giugno. Il suo scopo, anche allora, sarà certamente quello galileiano di offrire punti d’osservazione nuovi e più vasti, di scostare vecchie certezze come si scosterebbe un fondale dipinto. Ma più numerosi sono i Manaqe’el che, come Galileo da vecchio, lasciano i contemporanei al loro destino: il malessere altrui continuerà a rattristarli sempre, ma imparano a ripararsi dal rammarico con robuste corazze, fatte di lucido realismo e di ironia. Sviluppano allora le altre qualità caratteristiche del loro Angelo: l’oculatezza nello scegliersi amici e colleghi, la nettezza dei giudizi, l’autonomia di pensiero, la chiarezza interiore (è pressoché impossibile trovare un Manaqe’el che non vada d’accordo con se stesso) e l’abilità nell’intuire le esigenze altrui, specialmente quelle di chi comanda, e di adeguarvisi senza eccessivo sforzo. Tutto ciò potrà garantire loro un’esistenza eccellente e un buon successo economico, specie se a un certo punto decideranno di lavorare in proprio – così da non dover sottostare sempre a copioni altrui. Ma rimarrà nel cuore un senso di insoddisfazione, un’inquietudine molto simile a un rimorso, al pensiero di non aver detto e non aver fatto abbastanza per scuotere il prossimo dal torpore. A volte tale inquietudine esplode, nei Manaqe’el, in vampate di collera: celeberrime quelle del campione di tennis McEnroe; altre volte si cristallizza in un’espressione perennemente imbronciata, come nel cardinale Carlo Maria Martini; altre volte ancora, degenera in periodi di solitudine e malinconia. Allora è la creatività a salvarli: nulla li ritempra come il piacere della velocità mentale con cui si plasmano storie e forme per l’arte, e mondi interi in cui ambientarle – non importa se più brutti o più belli del nostro, ma perlomeno esplicitamente immaginari, mentre il nostro è solo implicitamente tale. Meglio ancora se nelle loro opere compariranno vicende di persone oppresse, infelici, che cerchino e magari trovino protezione, salvezza o riscatto dalle dense illusioni della loro realtà. Il sogno segreto dei Manaqe’el sarebbe quello di salvare davvero persone simili nella vita quotidiana, di proteggerle, educarle, guidarle; se lo realizzassero, ne trarrebbero immensa gioia e serenità. Ma per arrivarci dovrebbero rimediare alle vecchie delusioni della loro infanzia e adolescenza, allo sdegno che ha suscitato in loro la cortezza delle menti e degli animi altrui; e l’amarezza che ne è scaturita è di solito troppo profonda, nei Manaqe’el, perché la si possa colmare.
Qualità di Manakel e ostacoli dall'energia "avversaria"
Le qualità sviluppate da Manakel sono apertura e benevolenza verso gli alri, buon carattere, stabilità; senso di Giustizia, capacità di discernere fra il Bene e il Male.
L’Angelo dell’Abisso che contrasta Manakel si chiama Agibol e rappresenta violenza e senso di colpa. Causa l'antipatia e tutte le cattive qualità, sia fisiche sia morali.
Meditazione associata al Nome: Responsabilità
La meditazione associata a Manakel si chiama "responsabilità". L'intuizione profonda che ci può dare è che per sua natura l'esistenza è fonte di dolore ma che davanti alle ferite noi possiamo reagire aggrappandoci alla sofferenza oppure, confidando nel disegno divino, accelerare la guarigione ritrovando fiducia. Secondo la Kabbalah le lettere di questo Nome emanano l'energia capace di configgere l'autocommiserazione.
Meditazione: ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: comprendo che ogni evento ha una ragione e respingo ogni inclinazione all'autocommiserazione, alla rivalsa e alla vendetta. Percepisco che ciascuno di noi è artefice della propria vita e che da questo istante posso cambiare il corso della mia esistenza; quindi medito il cambiamento, adesso.


Esortazione angelica
Manakel esorta adandare oltre a ciò che si vede; a comprendere la vita che si cela sotto le forme materiali. Invita a coltivare la capacità di leggere nei sogni e di distinguere fra Bene e Male, per metterle al servizio del mondo.
Giorni e orari di Manakel
Se sei nato nei giorni di reggenza di questo angelo, Manakel è sempre in ascolto per te; ma in particolare le sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 14 marzo, 27 maggio, 10 agosto, 22 ottobre, 2 gennaio; ed egli governa, ogni giorno, come "angelo della missione", le energie dalle h. 21.40 alle 22.00. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in questo orario, in qualunque data di nascita, ed è questo l'orario migliore in cui tutti lo possono invocare. La preghiera rivolta specificamente a Manakel è il 22° versetto del Salmo 37: Ne derelinquas me, Domine, Deus meus, ne discesseris a me (non abbandonarmi, Signore, Dio mio, da me non stare lontano).


Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori
A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi; questo può essere interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul solo piano di vero interesse: quello cioè dell'introspezione psicologica. Mentre le lettere ebraiche si leggono da destra a sinistra, però, i corrispondenti Tarocchi vanno letti da sinistra a destra. In questo caso, dunque la radice (mem-nun-qoph) di questo Angelo (invertendo la posizione delle lettere della radice) risponde alla configurazione: "il Sole - la Temperanza - la Morte"
Da questo si può trarre la riflessione interiore che nasce dalle domande poste da questi arcani: chiede il Sole (archetipo paterno, nuova costruzione): cosa mi dà energia, piacere, successo? sono amato? costruisco qualcosa di nuovo? quale immagine ho di mio padre?chiede la Temperanza (protezione, cirolazione, guarigione): cosa mi protegge? quale raporto devo mantenere con me stesso? che cosa devo curare? chiede la Morte (trasformazione profonda, rivoluzione, chiusura di un ciclo): qual'è la mia ira? cosa deve morire in me? cosa devo lasciar andare?
CORI DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI INFLUENZA
Rimando infine al Coro e alle energie arcangeliche che dispensano influenze ai nati fra il 15 e il 19 febbraio. L'angelo Manakel appartiene al Coro degli Angeli Angeli guidato dall'Arcangelo Gabriele.
A questa decade in particolare (10-19 febbraio), sovrintende poi l'Arcangelo Michele, mentre al segno dell'Acquario sovrintende complessivamente l'Arcangelo Raziel. Con questi link vi reinvio a tali entità angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a consultarle, insieme a quella del loro Angelo Custode Manakel. Infatti anche le energie di questi Arcangeli sono al loro fianco; infine bisogna ricordare che una specifica influenza sulla persona è esercitata anche dall'Angelo che aveva reggenza nell'orario della nascita.
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo, i "santi laici" di questi giorni sono: Pierluigi Torregiani, gioielliere; Luigi Marangoni, direttore sanitario, Federico Del Prete, sindacalista; Pietro Macchiarella, cittadino.

7 commenti:

  1. Manakel.. ma è anche l'angelo che presiede al compleanno di Laura Puppato!
    e infatti, scelgo una frase fra tante: "i protetti dai questo Angelo si trovano sempre un po’ più in là di dove si pensa che siano"..
    Siamo certe che le porterà fortuna
    :)

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  2. Ma Manakel è un maschio o una femmina?

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    1. Gli angeli non hanno sesso ma....energeticamente parlando, possono protendere verso caratteristiche femminili o maschili, stesso principio dello Yin e dello Yang. I nomi terminanti in "el" sono "maschili".

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  3. Gli Angeli non hanno sesso .
    Sono esseri spirituali , forze dell'universo .
    Siamo noi umani che tendiamo ad antropoformizzare nel mondo delle forme cio' che non ha forma poichè la nostra mente è molto limitata e fa fatica a comprendere tutto cio' che esula dai nostri 5 sensi .

    Ottima descizione di questo angelo che è il mio reggente in questa vita .

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  4. Non è affatto vero che gli angeli non hanno sesso. I nomi terminanti in Iah sono femminili e quelli in El sono maschili. El significa Dio nella sua notazione Maschile, mentre Iah è Dio al femminile cioè dea. Allora chiariamo una cosa che pochissimi conoscono, lo Spirito Santo, che tutti lo hanno erroneamente identificato come un entità maschile invece è femminile, attualmente a chiesa accortasi dell'errore lo mettono come entità neutra, invece è femminile, lo dice il nome ebraico Ruah che significa Soffio, vento, colomba ma anche sposa, donna amata, cioè la Sposa di Dio, sembra un assurdità eppure è proprio così, per cui la prima famiglia esistente è quella celeste, da cui poi Dio prende spunto per creare quella terrestre, infatti Cristo esisteva già prima ancora di nascere in terra e da chi sarebbe nato solo da un maschio? No di certo! ma da una coppia divina. Lo si rileva dai vangeli quando Cristo dice: " Vidi satana cadere come folgore dal cielo" Il "Vidi", sta ad indicare un tempo posteriore quando Lucifero si ribellò a Dio, quindi Egli già esisteva molto ma molto prima di Adamo, ed è nato per opera di una Madre eterna e di un Padre Eterno; per cui anche gli angeli hanno sesso, e non per nulla portano nomi che terminano chi in El e chi in Iah, proprio per questa ragione. Quando nella Bibbia si legge degli angeli che si unirono con le figlie degli uomini come lo avrebbero fatto se non avessero sesso, dai cui nacquero i giganti, quindi gli angeli hanno sesso, ma non sono sessuofobi come noi, che del sesso ne abbiamo fatto il fulcro del nostro esistere.

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    1. Dio non contempla esseri ambivalenti, o sono maschili o sono femminili, ma non esistono esseri asessuati, ne ermafroditi, ne tanto meno angeli trans, tanto per essere chiari, non come noi che contempliamo forme umani come ci gira di più, in origine anche noi eravamo solo due soggetti masche e femminile, poi più la perversione è aumentata più psicologicamente si sono formati esseri umani con caratteristiche differenziate, ma anche in geni nel corso della storia hanno subito mutazioni tanto da produrre degli esseri geneticamente non più sani e alle volte una via di mezzo dei due sessi, questo negli esseri spirituali non esiste, e nemmeno nei demoni non esiste, anche questi sono o maschili o femminili, e un altra cosa per essere precisi a satana gli omosessuali fanno schifo come per Dio, siamo solo noi che contempliamo questa variante. C'è però da dire una cosa, mentre Dio li considera esseri abominevoli, satana finge di sopportarli, e lui li usa fin tanto che gli fa comodo, ma poi è contrario anch'esso ad essi. Certo esseri umani alle volte sono più demoni dei demoni stessi.

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