perché il semplice saperlo è un seme; se il terreno è pronto una verità che lo incontra vi si annida e inizia a germogliare

Nel nome del Signore, Dio d’Israel, sia Michael alla mia destra, Gabriel alla mia sinistra, dinanzi a me Uriel, dietro a me Raphael.

E sopra la mia testa la divina presenza di Dio. (preghiera ebraica)

sabato 23 luglio 2011

Nithaiah, angelo 25, dei nati fra il 23 e il 27 luglio

Nithaiah, o Nith-haiah, o Nithihayah, è il 25esimo Soffio e il primo raggio angelico nel Coro degli Angeli Dominazioni, nel quale amministra le energie di Urano. Il suo elemento è il Fuoco; ha domicilio Zodiacale dallo 0° al 5° del Leone ed è l'Angelo Custode dei nati dal 23 al 27 luglio. I sei Angeli Custodi del Leone sono potenze solari che, collettivamente, suscitano nei loro nati un sentimento acuto del potere legale, grande fierezza e amabilità.
Il nome di Nithaiah significa “Dio che dona la saggezza”
Il dono dispensato da Nithaiah è la SERENITA’.  
E’ il primo fra gli angeli del Coro guidato da Hesediel-Giove, di cui rappresenta il volto uraniano; controlla dunque le stesse energie dispensate da Lauviah 1, o angelo 11, ma si può dire in senso “contrario”: mentre Lauviah-11, infatti, infonde l'amore uraniano nella ricchezza gioviana (producendo la celebrità), Nithaiah infonde il potere di Giove nell'amore uraniano: venendo così ad attuare le condizioni per la magia bianca, cioè il dominio a fin di bene delle forze spirituali. Questo Angelo concede ai suoi protetti il potere di dominare cose e situazioni; grazie a lui la persona avrà al suo servizio Entità Spirituali piene d'amore.     
Nithaiah secondo Sibaldi
Anche Sibaldi sottolinea come questo sia l’Angelo della magia; nella radice del Nome Nithihayah c’è infatti il concetto: “Io faccio cooperare le cose materiali e l’invisibile “. Compito dei suoi protetti è dunque scoprire le misteriose connessioni tra il visibile e l’invisibile e i modi migliori per adoperarle. Ma i suoi nati non sono stregoni né sacerdoti, né si fanno ammaliare dai guru: loro mettono al centro lo scoprire; non hanno bisogno di maestri né di gerarchie ufficiali che, per mantenere un controllo sull’utilizzo delle forze invisibili, diano regole e investiture precise ai loro adepti. I Nithihayah appartengono piuttosto alla categoria ingiustamente infamata delle «streghe», cioè coloro che imparano da sé: che cercano e non smettono mai di trovare sul confine sottile dell’invisibile. Non per niente in diverse lingue i termini per indicare le streghe celano il significato della «sapienza»: come witch, in inglese, e ved’ma, in russo, entrambe derivate dall’antichissima radice indoeuropea wid, «conoscere». Si tratta insomma di personalità libere e coraggiose, indifferenti alle paure superstiziose, ai tabù, al gelatinoso conformismo della maggioranza; e, al tempo stesso, di mentalità pratiche, che non si accontentano cioè di un sapere fine a se stesso, ma cercano applicazione concreta per tutto ciò che scoprono nell’astratto. E tali appunto sono, per loro natura, e devono imparare a essere i Nithihayah. Tutto ciò, certo, li rende temibili per tutti i conservatori: coloro che vorrebbero far restare il mondo così com’è; e i Nithihayah devono superare molte difficoltà per diventare se stessi. La solitudine, soprattutto: la gente li trova strani, quando parlano di quel che a loro veramente interessa; si vedono perciò costretti a coltivare la loro sapienza in segreto, in margine alla società. Se sono colti – come il Nithihayah C.G. Jung – vengono ritenuti eretici dai loro colleghi; se sono più modesti, li si prende facilmente per pazzi, e li si compatisce o li si deride, perlomeno all’inizio. A ciò si aggiungono le loro resistenze interiori: la lotta che devono combattere in se stessi contro ciò che hanno imparato nelle scuole (luoghi razionali, dai quali i mondi spirituali sono rigorosamente esclusi) e nelle chiese (dove le «streghe» sono da sempre malviste). Ostacoli vengono anche dalle aspettative dei genitori, che spesso ambiscono, per i loro figli, soprattutto a uno stipendio fisso e alla pensione; e dai rapporti sentimentali, che altrettanto spesso impongono richieste in contraddizione con la loro eccezionale vocazione. Anche per queste ragioni le «streghe» sanno che la prima condizione per giungere alla magia è la saggezza. I conflitti interiori ed esteriori, le malinconie, le crisi di identità dei Nithihayah principianti vengono superati quando, con saggezza appunto, essi arrivano a porsi al di sopra di tutto quello che, nel mondo altrui, li potrebbe trattenere. Devono sviluppare una superiore, benevola, equilibrata comprensione del loro prossimo: allora divengono sufficientemente limpidi, e trovano in sé abbastanza energia per cominciare a scoprire davvero. Non tutti ci riescono – e pochi ci arrivano prima di una certa età. Fino a che non arrivano a tanto, si sentono anime in cerca, alle quali qualcosa impedisce di trovare: I can’t get no satisfaction, canta appunto il Nithihayah Mick Jagger. Possono anche aver successo in qualche tipica professione da cercatori: come atleti, per esempio, dediti sempre alla ricerca ossessiva di un primato; o sinceri idealisti, utopisti (Luigi Berlinguer, Ermanno Olmi) o persone di mondo, assetati di riconoscimenti, di successi mondani (George Bernard Shaw, Giosuè Carducci, Jacqueline Kennedy): ma non amano nulla di ciò che raggiungono, sono perennemente insoddisfatti e sprezzanti verso quello status quo da cui cercano approvazione, e la loro ansiosissima paura di perdere una qualche posizione che si siano conquistati nasconde la voglia segreta di liberarsene, per cercare altrove. 
Quando va male, è alto il rischio che le loro vane ricerche li portino verso le droghe, o anche a vampate di cupo disprezzo e di odio per ciò che li delude, oppure per chi, intorno a loro, sembra aver trovato in quel mondo la sua strada. A volte possono sviluppare malsani e intensi interessi per la magia nera e il terribile veleno che porta all’anima, e coltivare oscure manipolazioni della mente altrui. 
Un Nithihayah che si perda in simili paludi non ha, naturalmente, nessuna possibilità di giungere alla magia autentica: la sola via possibile è nella saggezza, e in quel coraggio di scoprirsi «streghe» che significa accettare se stessi come diversi: inconciliabili con i più – proprio come Jung, quando nel 1911 ruppe con la Società di Psicanalisi di Freud, dopo un famoso alterco sull’esoterismo. Non appena smettono di cercare nell’Aldiqua, trovano nell’Aldilà: e fanno un ottimo affare. Si sa che la fortuna aiuta gli audaci: e i Nithihayah non solo si sentono, nell’Aldilà, aiutati e guidati nelle loro scoperte (e lo sono davvero), ma traggono da quelle altre dimensioni grande energia, proprio come se invisibili alleati si incaricassero di scortarli e proteggerli sempre. Celeberrimo è l’esempio del Nithihayah Alexandre Dumas, con il suo incontenibile, inspiegabile vigore – e nelle sue opere sono ben evidenti i segni delle sue conoscenze esoteriche.  
Qualità di Nithaiah e ostacoli dall'energia "avversaria"
Nithaiah ama la pace e il silenzio; dona dunque amore per la saggezza, la pace e la solitudine, comprensione del disegno cosmico, trasmissione dell'energia. Concede tensione alla verità e alla ricerca spirituale. Inoltre facilita le persone alla ricerca di un buon alloggio in cui coltivare se stessi nella pace.
L'angelo dell'abisso a lui contrario si chiama Alcanor e rappresenta i sortilegi e le maledizioni.
Causa suggestione e plagio, seduzione, provocazione; magia nera, costituzione di sette. Ispira odio nei confronti di Dio e la tendenza ad operare il male contro gli uomini, gli animali e i prodotti della terra.
Meditazione associata al Nome
La meditazione associata a Nithaiah si chiama "parlare chiaro". La cosa da comprendere per apprezzare i risultati di questa meditazione è che amare veramente non significa dire solo quello che gli altri vorrebbero sentire, ma saper essere sinceri, anche quando questo ci costa molto perché può causare dispiaceri. Allo stesso modo dobbiamo superare la paura di ascoltare delle verità che fanno male; queste sono condizioni necessarie per instaurare con gli altri rapporti veri e appaganti.
Meditazione
Ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: per l'energia di questo Nome, quando devo esprimere una verità trovo il coraggio di aprire il cuore e di parlare; quando devo ascoltare una verità trovo la forza di tacere e di ascoltare. 
Esortazione angelica
Nithaiah esorta a vincere le proprie tentazioni e a dominare gli impulsi egoistici, in modo di utilizzare i doni e i poteri concessi non per alimentare la propria vanità, ma per produrre ricchezze e sollievo per tutti.  
Giorni e orari di Nithaiah
Se sei nato nei suoi giorni di reggenza Nithaiah è sempre in ascolto per te; ma in particolare le sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 1 febbraio, 14 aprile, 28 giugno, 11 settembre, 22 novembre; ed egli governa ogni giorno, come "angelo della missione", le energie dalle h.8.00 alle 8.20. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in questo orario, in qualunque data di nascita, ed è questo l'orario migliore in cui tutti lo possono invocare. La preghiera tradizionale rivolta a Nithaiah è il 2° versetto del Salmo 9: Confitebor tibi, Domine, in toto corde meo; narrabo omnia mirabilia tua (confiderò in te Signore, con tutto il cuore; annuncerò tutte le tue meraviglie).
Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori
A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi; il che ci dà ulteriori spunti sul piano dell'introspezione psicologica. In questo caso la radice nun-thaw-he risponde alla configurazione: 
"la Temperanza – il Matto - il Papa"
da cui la riflessione interiore suggerita dalle domande poste da questi arcani. Chiede la Temperanza: (protezione, circolazione, guarigione): che cosa mi protegge? quale rapporto devo mantenere con me stesso? che cosa devo curare? verso quale punto devo rivolgere la mia ricerca interiore? chiede il Matto: da cosa mi sto liberando? da cosa devo liberarmi? Come posso canalizzare la mia energia? Chiede il Papa (il mediatore, il ponte, l’ideale): cosa dice la Tradizione, la Legge? Che cosa comunico e con quali mezzi? Sto trasmettendo qualcosa a qualcuno? Ho un ideale?  
CORI DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI INFLUENZA
Rimando infine al Coro e alle energie arcangeliche che dispensano influenze ai nati fra il 23 e il 27 luglio. L'angelo Nithaiah appartiene al Coro degli Angeli Dominazioni guidato dal benevolo Arcangelo Hesediel. Il segno del Leone è sotto l’insegna dell’Arcangelo Raffaele mentre la decade che qui interessa (quella dal 23 luglio al 1° agosto) è sotto l'influsso del severo Arcangelo Camael. Con questi link vi reinvio a tali entità angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a consultarle, insieme a quella del loro Angelo Custode Nithaiah. Infatti anche le energie di questi Arcangeli sono al loro fianco. Infine bisogna ricordare che una specifica influenza sulla persona è esercitata anche dall'Angelo che aveva reggenza nell'orario della nascita.
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo, i "santi laici" di questi giorni sono i cittadini vittime della strage di via Palestro.

3 commenti:

  1. Grazie mille! Ci proverò! Ottimo blog.

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  2. Il mio angelo!!! Il mio carattere: saggio, sereno, e pieno di fuoco interiore. :-* :-D <3

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  3. Salve, bhè è stato davvero illuminante, ho trovato molte spiegazione che da tempo andavo cercando.
    Mille grazie.
    Andro

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