perché il semplice saperlo è un seme; se il terreno è pronto una verità che lo incontra vi si annida e inizia a germogliare

Nel nome del Signore, Dio d’Israel, sia Michael alla mia destra, Gabriel alla mia sinistra, dinanzi a me Uriel, dietro a me Raphael.

E sopra la mia testa la divina presenza di Dio. (preghiera ebraica)

martedì 27 dicembre 2011

Poyel, angelo 56, dei nati dal 27 al 31 dicembre

Poyel, o Phuwiy’el, è il 56esimo Soffio e l'ottavo raggio angelico nel Coro venusiano degli Angeli Principati, nel quale amministra le energie della Luna. Il suo elemento è la Terra; ha domicilio Zodiacale dal 5°al 10° del Capricorno ed è l'Angelo Custode dei nati dal 27 al 31 dicembre. I sei Angeli Custodi del Capricorno sono potenze che collettivamente fanno dei loro nati individui seri, dotati di pazienza e senso di responsabilità. Si tratta inoltre di persone ambiziose in senso positivo, in grado si portare a buon fine i loro progetti con silenziosa ponderazione
Il nome di Poyel significa “Dio che sostiene l'Universo"
Il dono dispensato da Poyel è l'insieme costituito da TALENTO, FORTUNA e MODESTIA.
Questo angelo è considerato latore dei doni della Provvidenza: domina sulla fortuna, la speranza e l'ottimismo. Poyel concretizza le energie della Luna, le forze inconscie che formano le immagini della nostra interiorità, ed è l'Angelo più generoso e seducente, assegnato a coloro che ne hanno meritato la guida agendo bene nelle vite precedenti. Egli offre ai suoi protetti i doni più preziosi, recando in sè le energie di Venere (Bellezza e Salute), di Urano (Amore) e di Giove (Abbondanza e Potere). Tutto questo è offerto a queste anime perché esse possano proiettarlo all'esterno, facendo partecipi gli altri della loro piena realizzazione. Secondo Haziel questo Angelo elargisce a pioggia un’autentica profluvie di ricchezze, bellezza e armonia, tramite la fonte ineffabile dei nostri sentimenti; egli d’altronde ha il compito di sbloccare sentimenti cosmici, per metterli a disposizione dell’individuo. Questi pertanto sarà educato, raffinato, compito, non per costrizione o formazione, bensi’ per un suo modo di essere innato (...); darà prova di notevole perizia in tutte le attività nelle quali i sentimenti costituiscono un fattore di portata determinante; sarebbe errato, tuttavia, parlare in termini di vocazione, giacché la Volontà del soggetto sarà in qualche misura orientata dalla forza dell’amore irraggiata da un Angelo mirabile quale è Poyel. Ma, aggiunge, l'azione dell'angelo potrà essere ritardata da qualche attaccamento che àncora la persona al mondo interiore delle sue radici o dell'infanzia; soprattutto alla madre, a cui questi nati potranno rivolgere un amore così intenso da creare un ostacolo all'aprirsi verso l'esterno, all'amore adulto. La preghiera a Poyel è lo strumento in grado di sbloccare questi sentimenti.  Secondo Sibaldi questo blocco si può anche descrivere come una paura di affrontare la bruttezza del mondo, e rappresenta invece lo sprone a guardare più profonsamente in se stessi. Sappiamo che secondo la Kabbalah tre versetti dell'Esodo (ciascuno composto da 72 lettere), celano il codice dei 72 Nomi di Dio; e precisamente i versetti 19, 20 e 21 del capitolo 14. Riguardo alle origini delle lettere nel trigramma-radice di questo Nome, peh-waw-yod, la Peh (bocca) proviene da: "Anche la colonna di nube che li precedeva si mosse e dal davanti passò indietro" (Esodo, 14, 19).  La Vav (gancio) viene da (Esodo, 14, 20): "venendosi a trovare fra l'accampamento degli Egiziani e quello di Israele"; mentre la Yod (mano) proviene da (Esodo 14, 21): "e l'Eterno, durante tutta la notte, ritirò (prosciugò) il mare con forte vento da Oriente". Il rebus formato da queste 3 lettere, in relazione alla loro origine, dà l'immagine del controllo delle emozioni. Questi segni suggerisono inoltre che questo angelo ispiri la parola che conforta (interpr. Muller-Baudat).
Poyel secondo Sibaldi
Sibaldi vede, nella radice peh-waw-yod del Nome il concetto: "la mia bocca si chiude per l’indignazione".
Infatti Peh in ebraico significa «la bocca» e la lettera peh è anche il simbolo del viso che si rivolge agli altri: per parlare, per esprimere, per mostrare la propria bellezza. Ma il viso dei Phuwiy’el, dice Sibaldi, vorrebbe invece volgersi via da un mondo umano che a loro appare irrimediabilmente brutto, ostile e ottuso. Il loro Angelo è maestoso, parente stretto di Haziy’el e Yabamiyah: e (proprio come questi due), dona ai suoi protetti una vista acuta, una mente limpida, un animo immune da illusioni e libero da brame di conquiste e carriera. Li abbiamo chiamati Angeli dei Re: di chi nasce già re; e di tale regalità tocca in sorte ai Phuwiy’el l’aspetto più difficile: l’acuta percezione della differenza tra l’armonia che abita in loro, e il caos che perturba e annebbia le vite degli altri. Quanta gente intorno a loro si spreca in lotte inutili, meschine, e desidera banalità, e crede in sciocchezze, e non sa e non vuol sapere, e non si ferma mai a riflettere! «Non mi ascolteranno, non capiranno mai», pensa il Phuwiy’el, e stringe le labbra, e i suoi occhi osservano come da un’immensa lontananza. In quest’espressione, d’altra parte, la sua bellezza appare ancora più intensa: l’aristocratico sguardo della Phuwiy’el Marlene Dietrich, freddo e struggente al tempo stesso, ne dà un’immagine perfetta e indimenticabile. E pensare che potrebbero avere tutto: i Phuwiy’el dispongono di enormi doti e nulla impedisce loro di riuscire in ogni campo. «Ma perché?» si domandano. «A che scopo?» E rischiano di esitare sempre tra essere e non essere, come Amleto nel suo monologo. L’amarezza può diventare sconforto, e allora altro che Marlene Dietrich! Appaiono chiusi e incerti, votati all’esclusione e alla sconfitta, le loro labbra balbettano: il Phuwiy’el Paolo Villaggio ha interpretato appunto questa variante nei suoi personaggi famosissimi, Fantozzi in particolare. Oppure sprofondano in un solitario pessimismo, alla maniera d’un Giovanni Pascoli (Phuwiy’el anche lui), tanto innamorato delle ferite che il mondo gli aveva inferto. O ancora, quando l’amarezza vuol farsi valere e magari prendersi rivincite sul mondo deprimente, possono mostrarsi presuntuosi e scostanti, e squadrarvi dall’alto in basso, come delusi a priori da voi e da chiunque. Sono, queste, tendenze quasi irresistibili nei Phuwiy’el: ma è bene che facciano leva su quel quasi, e si impegnino a trasformarle. Le potranno volgere fruttuosamente nel loro contrario, in particolar modo se decidono di specializzarsi in una qualunque attività che riguardi il viso, la voce e più in generale l’espressione, e più in generale ancora la bellezza; oppure la bocca, i denti, l’alimentazione. Proprio le difficoltà che i Phuwiy’el hanno dovuto affrontare fin da piccoli nel rapporto con gli altri, forniscono loro competenze di prim’ordine per la professione, per esempio, di esperto della comunicazione: dal docente in una scuola di giornalismo, di canto, di recitazione, al logopedista, all’otorinolaringoiatra. La loro bellezza interiore può ispirarli potentemente in tutti i campi legati all’estetica. E quanto ai denti e alla nutrizione un famosissimo Phuwiy’el fu Louis Pasteur, che introdusse nella conservazione dei cibi il processo che da lui prese il nome; e scoprì anche l’antidoto per la rabbia, trasmessa, com’è noto, dai morsi. Le predisposizioni puwieliane favoriscono, infatti, anche lo studio dell’immunologia, dell’epidemiologia, della prevenzione: di tutte quelle scienze e tecniche, insomma, che mirano a difendere l’organismo da ciò che nel mondo è infetto. I Phuwiy’el sono abbastanza generosi da potersi dedicare agli altri in questi campi, anche se, non avendo Energia Yod, sarà più prudente che preferiscano la ricerca alla pratica medica. Va notato inoltre che tra i pericoli che minacciano la loro salute, proprio le infezioni sono al primo posto: dunque, quanto più sapranno sull’argomento, tanto più robuste saranno anche le loro difese in quella direzione. Se poi dovesse capitare loro di entrare a far parte di una reggia o qualcosa di simile, con l’indole regale che hanno vi si troverebbero perfettamente a loro agio: non tengono alla carriera, come dicevo, ma potrebbero incontrare un compagno che abbia una carica di grande rilievo, e come consiglieri e ispiratori darebbero il meglio di sé (nel suggerire a fior di labbra), specialmente se ciò che il loro partner dirige contribuisce a migliorare l’aspetto e il livello culturale della gente. Madame de Pompadour era una Phuwiy’el, e non solo fu utilissima a Luigi XV, ma seppe volgere la reggia in favore degli illuministi, ancora mansueti a quell’epoca. Non che si aspettino, i Phuwiy’el, che il mondo cambi davvero: il loro compito è e sarà sempre quello di rappresentare, o perlomeno di custodire in se stessi, un grado del sublime che la restante umanità non raggiunge ancora; ma, certamente, più lo faranno sapere in giro e meglio sarà per loro e per tutti.
Inoltre, prendendo spunto dall'iniziale di questo Nome, Sibaldi aggiunge che questa lettera è il geroglifico della sensualità, della bellezza fisica; e della bocca, della voce, del volto, dell’espressione; della parola, anche, e della persuasione. Ed è anche la delicatissima P di «fiore» (perakh), di «farfalla» (parpar), di «viso» (panim). In Phuwiy’el abbiamo visto che è anche immagine di una ipersensibilità a tutto ciò che nella realtà vi è di brutto, di infetto (e che in questo Nome è raffigurato dalla seconda lettera, la Waw). Anche se non si può certo dire che solo i nati dal 27 al 31 dicembre possano sentirsi delusi dall’abbondante bruttezza del nostro mondo. Ai protetti di Phuwiy’el tocca il compito di comprendere, sviluppare, far fruttare con particolare impegno e determinazione quella tensione tra la Phe e la Waw; ma beninteso, il loro Angelo agisce per tutti e in tutti – tanto quanto gli altri suoi settantuno Colleghi. E per spiegare meglio prendiamo l’esortazione «ama il prossimo tuo come stesso»; non è certo un’ingiunzione ad amare tutti: figurarsi se si può amare a comando! Provate invece a considerarla sul serio, per ciò che dice davvero. Tu ami e odi il prossimo così come ami e odi te stesso: è così, sempre, proprio perché il tuo prossimo (cioè chi ti trovi accanto, chi vedi per strada, in mezzo all’altra gente) è veramente te stesso. È un aspetto di te che ancora non hai ben capito, e che perciò ti colpisce tanto quando lo vedi in un altro. E quell’altra famosa frase dei Vangeli: «ama il tuo nemico»? Vale lo stesso anche lì: il tuo nemico si rivelerà, puntualissimamente, il tuo amico migliore e più utile, proprio perché ciò che vedi e detesti in lui è un aspetto di te che oggi ti occorre urgentemente riconoscere. Perciò il tuo nemico ha litigato con te: ti esorta (senza saperlo, e dunque disinteressatamente) ad aprire gli occhi su te stesso. Anche lo strano consiglio «se uno ti colpisce su una guancia, tu porgi l’altra» va capito, e non obbedito ottusamente. Qui non è questione di guance. Ma se uno colpisce un aspetto, una Phe, un volto che tu ritieni di avere, e in cui ora ti identifichi, è perché occorre che tu scopra il tuo altro volto, che da troppo tempo tenevi nascosto a te stesso. Ebbene, i nostri 72 Angeli sono appunto (anche) i 72 volti di ciascuno; spiega l’Angelologia: se ti riconosci in ciascuno di essi, e se capisci, dalle facoltà di ciascun Angelo, come usare tutti i tuoi volti al meglio, hai una sorte invidiabilissima. Se invece in qualcuno di essi non ti vedi, vuol dire che corri il rischio che prima o poi la realtà o qualche provvidenziale nemico ti diano uno schiaffo proprio lì.
Qualità di Poyel e ostacoli dall'energia "avversaria"
Le qualità che sviluppa Poyel sono tutte quelle derivate dalla modestia e dalla moderazione; semplicità, sicurezza, una consapevolezza dei propri limiti, l'umiltà capace di espandere la conoscenza e andare in aiuto agli altri. Dona la capacità di dominare i propri lati oscuri; elargisce buonumore, ottimismo, allegria; carattere conciliante, portatore di pace e tranquillità. Concede amore, salute, ricchezza, erudizione, senso dell'umorismo. L’Angelo dell’Abisso a lui contrario si chiama Igurim e rappresenta il blocco, l'immobilità. Causa orgoglio, ambizione smisurata, noncuranza, pessimismo, paura; situazioni bloccate.
Meditazione associata al Nome: dissipare la rabbia
La meditazione associata a Poyel si chiama “dissipare la rabbia". Secondo la Kabbalah, infatti, questo Nome fornisce lo strumento meditativo più efficace per liberarsi di riferimenti, persone o situazioni che,  come idoli che incatenano, dominano il nostro comportamento facendoci sentire compressi. Meditazione • Ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: invocando il potere di questo nome rimuovo il potere e il fascino degli idoli che controllano il mondo. Dal mio cuore purificato dalla rabbia ora sgorgano la mia felicità e la pace della mente. 
Esortazione angelica
Poyel esorta a rendere partecipi gli altri e il mondo delle proprie ricchezze interiori: a cercare in sè le forze inesauribili che scaturiscono dalla fiducia e dall'amore e a effonderle, in azioni e parole nel mondo, come fa la fonte che dona la propria acqua. 
Giorni e orari di Poyel
Se sei nato nei suoi giorni di reggenza Poyel è sempre in ascolto per te; ma in particolare le sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 4 marzo, 16 maggio, 30 luglio, 12 ottobre, 23 dicembre; ed egli governa ogni giorno, come "angelo della missione", le energie dalle h.18.20 alle 18.40. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in questo orario, in qualunque data di nascita, ed è questo l'orario migliore in cui tutti lo possono invocare. La preghiera tradizionale rivolta a Poyel è il versetto il 14° versetto del Salmo 144: Il Signore sostiene quelli che vacillano e rialza chiunque è caduto (Allevat Dominus omnes qui corruunt et erigit omnes depressos).
Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori
A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi; questo può essere interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul piano dell'introspezione psicologica. In questo caso la radice peh-waw-yo risponde alla configurazione: "la Stella - l'Innamorato - la Ruota della Fortuna", da cui la riflessione interiore suggerita dalle domande rivolte da questi arcani. Chiede la Stella (l'azione nel mondo, la ricerca del proprio posto): qual è la mia speranza? quale il mio posto? in quali attività impiego energie? Chiede l'innamorato (l'androgino divino, il libero arbitrio, la ricerca della Luce): che scelte devo operare? in quali relazioni sono attualmente coinvolto? qual è il mio stato emozionale? Chiede la Ruota (il ciclo del mutamento): che ciclo si è concluso, cosa devo cambiare? quali sono le mie opportunità? cosa mi aiuta? cosa sto ripetendo? quale enigma emozionale mi blocca?
CORI DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI INFLUENZA
Rimando infine al Coro e alle energie arcangeliche che dispensano influenze ai nati fra il 27 e il 31 dicembre. L'angelo Poyel appartiene al Coro degli Angeli Principati guidato dall'Arcangelo Haniel. Il segno del Capricorno e la decade che qui interessa (22-31 dicembre) cadono entrambi sotto l'Arcangelo Binael. Con questi link vi reinvio a tali entità angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a consultarle, insieme a quella del loro Angelo Custode Poyel. Infatti anche le energie di questi Arcangeli sono al loro fianco. Infine bisogna ricordare che una specifica influenza sulla persona è esercitata anche dall'Angelo che aveva reggenza nell'orario della nascita. 
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo, i "santi laici" di questi giorni sono Angelo Pistoleri, attivista politico; Giuseppe Piani ed Enrico Galvaligi, carabinieri; e i cittadini vittime della strage di Fiumicino. 

22 commenti:

  1. Grazie dell'articolo, molto interessante! Poyel è il mio angelo e molte cose qui scritte hanno risuonato profondamente in me, non puoi capire quanto! Grazie ancora.

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    Per ogni ulteriore informazione riguardante il soggetto in questione è possibile consultare https://fermiamolostalker.blogspot.it/

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    1. mi dispiace! chiedo scusa.. in effetti ho lasciato per lungo tempo commenti pieni di parolacce (e addirittura di diffamazioni di terzi), di cui non mi ero accorta! non ho tempo per seguire il blog; potrei mettere la moderazione ma a quel punto non avrei tempo per moderare :-(
      sto facendo pulizia, ma purtroppo non esiste l'opzione di bannare gli stalker, ed è un lavoro lunghissimo :-(

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