perché il semplice saperlo è un seme; se il terreno è pronto una verità che lo incontra vi si annida e inizia a germogliare

Nel nome del Signore, Dio d’Israel, sia Michael alla mia destra, Gabriel alla mia sinistra, dinanzi a me Uriel, dietro a me Raphael.

E sopra la mia testa la divina presenza di Dio. (preghiera ebraica)

giovedì 6 gennaio 2011

Yeyalel, angelo 58, dei nati fra il 6 e il 10 gennaio

Yeyalel, o Yeyale'el, è il 58esimo Soffio; è il secondo raggio angelico nel Coro mercuriano degli Angeli Arcangeli guidato dall’Arcangelo Michele. Il suo elemento è la Terra; ha domicilio Zodiacale dal 15° al 20° del Capricorno ed è l’Angelo Custode dei nati fra il 6 e il 10 Gennaio. I sei Angeli Custodi del Capricorno, collettivamente, fanno dei loro Protetti individui seri, dotati di pazienza e senso di responsabilità. Si tratta inoltre di persone ambiziose in senso positivo, in grado si portare a buon fine i loro progetti con silenziosa ponderazione.
Il Nome di Yeyalel significa "Dio che esaudisce le generazioni".

Il dono dispensato da Yeyalel è INTELLIGENZA, con la FORZA INTELLETTUALE.
Secondo la Tradizione, infatti, quest’Angelo concede un’intelligenza penetrante e incisiva come un coltello, ma anche capace di spezzare il dominio della mente, per consentire integrazione e sintonia fra mente, cuore, anima.
I protetti da Yeyalel hanno il talento di comprendere chiaramente i fatti e la Verità, che tenderanno a difendere sempre e senza incertezze. Dice Haziel che, tramite questo Angelo, l'intelligenza pratica raggiunge il proprio punto più elevato. I nati in questi giorni, sintonizzandosi con la propria energia angelica, potranno conferire alla propria esistenza la più solida struttura; tale compito sarà facolitato se la professione scelta sarà di tipo intellettuale. Per la sua appartenenza al Coro degli Angeli Arcangeli (che NON vanno confusi con gli Arcangeli propriamente detti) Yeyalel governa le energie di Mercurio, inoltre (per la sua posizione nel Cosmo), quelle di Saturno. L’aiuto che fornisce si basa sulle verità scientifiche: questo Angelo esclude tutto ciò che si allontana da questo principio. I suoi protetti riusciranno nelle scienze e nelle professioni in cui l’intelletto procede lentamente, con pazienza. Avranno idee chiare e stabili, sulle quali si fonderà il successo concesso dall'angelo. Secondo Haziel la tendenza esteriorizzatrice sarà posta in particolare evidenza e sarà facoltà tipica dei protetti da Yeyalel il saper mettere a fuoco il modo più confacente per trarre profitto da una data situazione. Questo Angelo promuove l’emergere di nuove teorie concernenti l’edilizia, l’habitat utilitaristico, e il senso pratico del soggetto si esprimerà pienamente attraverso il processo di costruzione. Ma la stessa energia angelica presiede anche al processo di dissoluzione materiale: perciò l'ambito migliore per i suoi protetti è nell'organizzazione di attività provvisorie; dalle costruzioni prefabbricate e le impalcature, alle mostre e agli eventi. Invocato, Yeyalel consola l'animo rattristato dalle tribolazioni della vita, ma guarisce anche le malattie: concede dunque salute e guarigione (soprattutto per gli occhi), successo nell’amore fortemente ricambiato, e nell’industria, in particolare metallurgica: infatti domina anche il ferro e tutte le professioni collegate alla metallurgia in genere, proteggendo dai fabbri agli operai siderurgici ai fabbricanti e commercianti di qualsiasi oggetto in metallo. Riguardo alla salute, anche secondo il testo medievale "Enchiridion" di Papa Leone III, il suo aiuto risulta particolarmente efficace nel caso di malattie agli occhi: ma la protezione della vista va intesa in tutti i sensi, materiale e anche morale.
Yeyalel secondo Sibaldi
Sibaldi sottolinea come la doppia yod in questo Nome, che indica la forte presenza dell' "energia terapeutica Yod", porti in sè il dono di tale energia, e dunque le grandi opportunità ma anche i rischi che vi sono connessi: infatti chi la possiede (tra cui appunto i protetti da questo Angelo) è tenuto riconoscerla in sè e ad usarla perché, se il dono ricevuto resta incompreso e inattivo, finirà per ritorcersi contro i previlegiati che l'hanno ricevuto e sprecato, manifestandosi sotto forma di squilibri e sofferenze interiori.
Riguardo alla 'capacità di vedere', questo autore ritiene Yeyalel una sorta di "Santa Lucia dell’Angelologia", perché ha e dà il dono del vedere chiaro e lontano, preziosissimo per chi intenda liberarsi del passato: il suo potere visivo ha un significato molto speciale, direttamente connesso sia con la liberazione dal peso del passato, sia anche con la vostra personale possibilità di incontrare veramente un Arcangelo. Ora provo a dirvelo. Bisogna innanzitutto sapere che ogni Coro angelico ha, nella tradizione, un suo ben preciso colore delle ali. I Principati, per esempio, hanno il colore rosso. I Serafini, il violetto. I Troni, il grigio-mercurio. Gli Arcangeli hanno invece ali multicolori – e così vengono appunto raffigurati, spesso, nella pittura sacra. Multicolori sta a significare, in realtà, di TUTTI i colori, e indica un modo di percepire la realtà assai diverso da quello a cui ricorriamo di solito. Di solito, nella realtà noi guardiamo e vediamo soprattutto i contorni delle cose. Spigoli, angoli, limiti. Ma i contorni delle cose sono il PASSATO delle cose stesse: sono, appunto, i limiti entro cui il passato le ha costrette. Un albero, dopo varie traversie del suo passato, è diventato una sedia, o un tavolo, o magari un burattino, perché così l’hanno tagliato. Allo stesso modo anche voi siete diventati i tali o i tal’altri, perché così ha voluto il vostro passato. Ora, invece, proviamo a guardare il mondo in modo arcangelico: focalizzando l’attenzione non sui contorni, ma solo sui colori. E non su un colore soltanto, ma su tutti. Proviamo a vedere nel mondo i colori e basta. ..È difficile? Sì, è vero. Dà una leggera vertigine e subito si torna a guardare i contorni. È una grazia troppo intensa... è tutto TROPPO BELLO, se si guardano i colori soltanto. Non c’è più niente di brutto. E tutto diventa terribilmente, vertiginosamente ADESSO, qui e ora: sia le cose, sia le persone, sia anche tu. Ecco, quella vertigine è precisamente la soglia dalla quale un Arcangelo può cominciare a parlarvi (non con le parole, s’intende: anche le parole sono contorni. Gli Esseri celesti parlano solo con i contenuti, con i colori dei significati). Chi sa un po’ di neurologia, avrà certamente intuito che in questo esperimento dei colori si manovra l’equilibrio tra emisfero sinistro (che vede appunto i contorni) ed emisfero destro (che vede i contenuti).
Yeyale’el/yod-yod-lamed: "È la mia vista superiore a condurmi in alto". «A me gli occhi!» dice in un certo senso la radice di questo Nome. La lettera yod è infatti il geroglifico dell’attenzione, della mano che indica e dello sguardo che le obbedisce, e gli Yeyale’el sono maestri nel dirigere e nell’attrarre gli sguardi del prossimo. Sono anche dotati di una massiccia Energia Yod, che deve assolutamente prorompere da loro in forma terapeutica o in forma d’arte teatrale. Nel primo caso, saranno perciò spinti all’oculistica, alla neurologia (o alla psicologia, magari, che permette anch’essa di vedere meglio le cose). Nel secondo, basterà che salgano su un palcoscenico per accorgersi che nulla può dar loro più gioia del captare ed entusiasmare l’attenzione dei molti: e ben lo dimostrano molti Yeyale’el ipnotizzatori del pubblico, da Elvis Presley a Modugno, da Celentano a David Bowie e a Paolo Conte. Oppure sono loro stessi a vedere al di là del possibile, forti della loro doppia yod: come Bernadette Soubirous, che contemplò più volte Maria Vergine in persona, o l’astrofisico Stephen Hawking, studioso dei black holes che segnano i confini del nostro universo.
Seguono poi, nel vasto repertorio di potenzialità degli Yeyale’el, le varie professioni legate al mostrare, al rivelare, allo smascherare: critici d’arte e galleristi, tecnici delle luci, vetrinisti, pubblicitari, acconciatori, truccatori, costumisti, chirurghi estetici, confessori, illustratori (fu uno Yeyale’el il più celebre della categoria: Gustave Doré), commissari di polizia, giudici istruttori, detective, specialisti nelle intercettazioni, o viceversa prestigiatori, falsari e ogni genere di ingannatori che semplicemente hanno deciso di adoperare il potere del loro Arcangelo per far sembrare reale ciò che non è – e che inevitabilmente crollano non appena, nei loro raggiri, il voler nascondere qualcosa prevalga su quel tanto di creatività che occorre per far passare per vere le bugie. Esemplare, a tale riguardo, fu il caso di Richard Nixon, che riuscì, sì, nell’intento di farsi credere quel leader di spicco che non era, ma cadde per non essere riuscito a tener segreto il suo abuso di spionaggio interno. In generale, a scanso di guai, ai protetti da Yelalel bisogna consigliare una franchezza estrema verso gli altri, e una costante ricerca di limpidezza interiore, anche a costo di puntare su semplificazioni che a chiunque altro potrebbero apparire eccessive: rimarranno meravigliati nel constatare come la più elementare voglia di vederci chiaro basti a risolvere a loro vantaggio anche i problemi più complicati – come se d’un tratto si destassero in loro e anche attorno a loro potenti forze amiche. Se ne accorgono presto, in genere, e queste forze li appassionano, stimolando il loro coraggio e spingendoli a un’iperattività che sanno gestire benissimo. È raro che si esauriscano, anche quando si lasciano prendere talmente da qualche impresa da non essere più capaci di riposarsi. Unica condizione perché il loro vigore continui ad aumentare è l’estroversione: dal contatto con gli altri – con quanta più gente possibile – sembrano attingere slancio, proprio come Anteo dal contatto con la terra; e non perché assorbano energia altrui, ma al contrario: perché ne hanno talmente tanta in se stessi, che se non potessero condividerla con altri ne sarebbero soffocati, schiacciati. La sorte degli Yeyale’el che commettono l’errore di isolarsi è, infatti, davvero pesante. L’Energia Yod che non utilizzano si volge ben presto contro di loro, dissestandoli nel fisico o – quando sono più fortunati – nell’umore. Si sentono allora facilmente sconfitti dal destino, sventurati, abbandonati; il loro animo diventa terreno di saccheggio per le micidiali quattro R di cui già altre volte abbiamo parlato: il Rimorso, il Rancore, la Rabbia, il Rimpianto, che negli Yeyale’el possono crescere fino all’ossessività.
Anche le due yod del Nome dell’Angelo non li perdonano di averle lasciate inattive: se questo accade la loro mente comincia a ingannare se stessa e a ingigantire paure e incubi con cui dà forma a un mondo illusorio che per i poveri Yeyale’el solitari diventa più reale di qualsiasi altra cosa. Elvis Presley dovette sperimentare qualcosa del genere, nei suoi ultimi, disastrosi anni. È inutile, a quel punto, cercare di far breccia in quel loro guscio angoscioso: sono e rimangono sempre loro i maestri sia della verità sia dell’apparenza, e ogni tentativo di dissuaderli, di aiutarli a vedere meglio, non potrà che risultare dilettantesco dinanzi alla loro sconfinata abilità naturale in questo campo. L’unico rimedio potrebbe consistere nell’aiutarli a tornare in mezzo alla gente e nel lasciare che ritrovino il gusto di comunicare, di far credere agli altri invece che soltanto a se stessi. Ma, ripeto, ci vorrebbe perlomeno un altro Yeyale’el per poterli persuadere…
Qualità di Yeyalel e ostacoli dall'energia "avversaria"
Le qualità sviluppate da Yeyalel sono carattere docile e gentile, lealtà, franchezza e amore per la sincerità e la verità, padronanza dei sentimenti, difesa delle giuste cause, rigore, integrità. L'Angelo dell'Abisso a lui contrario si chiama Gole e rappresenta la stagnazione e la tristezza. Ispira menzogna, inganno, intransigenza, durezza di carattere, violenza, vendetta, assassinio, incostanza. La preghiera al proprio Angelo (o la meditazione sul rispettivo "Nome di Dio") difende i nati in questo periodo dal cadere in questi rischi e difetti.
Meditazione associata al Nome di Yeyalel: lasciare andare
La prima cosa da fare è intuire che, purtroppo, è nella nostra profonda natura aggrapparci al dolore e alla sofferenza, tanto che se ci si prospetta la felicità o una speranza la prima cosa che ci viene in mente è: troppo bello per essere vero!.. ma è proprio questo tipo di coscienza che impedisce alla gioia di concretizzarsi nella nostra vita: non possiamo realizzare un domani appagante stando aggrappati a un passato infelice e cinico: e non c'è altro da capire. La meditazione associata al Nome di Yeyalel si chiama infatti "lasciare andare"; concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: lascio andare TUTTO. Punto.  
Esortazione angelica
Yelalel esorta a non abbandonarsi all'immobilità e alla tristezza, a superare il passato e a ricercare la lucidità mentale che sia capace di trascendere le apparenze; a mantenersi sempre leali, cercare di essere indulgenti e astenersi da ogni tentazione di violenza.
Giorni e orari di Yeyalel
Se sei nato nei giorni di reggenza di questo angelo, Yeyalel è sempre in ascolto per te; ma in particolare le sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 6 marzo, 18 maggio, 2 agosto, 14 ottobre, 25 dicembre; ed egli governa, ogni giorno, come "angelo della missione", le energie dalle h. 19.00 alle 19.20. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in questo orario, in qualunque data di nascita; è questo l'orario in cui le sue energie si schiudono e il migliore per invocarlo. Secondo la Tradizione va rivolto a Yeyalel questo versetto dai Salmi: Et anima mea turbata est valde, sed tu, Domine, usque quo…? (L'anima mia è tutta sconvolta, ma tu, Signore, fino a quando...? Sal. 6,4)

Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori
A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 arcani maggiori dei Tarocchi; questo può essere interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul piano dell'introspezione psicologica. Mentre le lettere ebraiche si leggono da destra a sinistra, però, i corrispondenti Tarocchi vanno letti da sinistra a destra. In questo caso, dunque se invertiamo la posizione delle lettere della radice del Nome (da Yod-Yod-Lamed a Lamed-Yod-Yod) la radice di questo angelo risponde alla configurazione: "l'Appeso-la Ruota-la Ruota". Anche da questo si può trarre una riflessione, che nasce dalle domande poste da questi arcani: Chiede L'Appeso (sosta, meditazione, dono di se stessi): Quale nuovo punto di vista devo assumere? cosa devo sacrificare? cosa devo donare di me stesso? cosa devo fermare? cosa devo ascoltare? verso quale punto devo rivolgere la ricerca interiore? Chiede la Ruota (principio, metà o fine di un ciclo), per ben due volte: cosa deve cambiare, quale ciclo si sta concludeno? quali sono le mie opportunità? cosa mi aiuta? cosa sto ripetendo? quale enigma emozionale mi impedisce di andare avanti?

Noi ci incarniamo, incessantemente, con il solo scopo di trasformare noi stessi fino a raggiungere il pieno risveglio; ogni vita ci dà l'occasione di profonde trasformazioni che tanto più saranno efficaci e consapevoli quanto più sapremo chiedere l'aiuto delle Energie angeliche.
CORO DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI INFLUENZA 
Rimando infine al Coro e alle energie arcangeliche che dispensano influenze ai nati fra il 5 e il 10 gennaio. L'angelo Nemamiah appartiene al Coro degli Angeli Arcangeli guidato dall’Arcangelo Michele. Il segno del Capricorno è governato complessivamente dall'Arcangelo Binael, mentre questa decade in particolare (1-10 gennaio) cade sotto l'Arcangelo Haniel. Questi link rimandano a tali entità angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a consultarli, infatti, insieme a quella del loro Angelo Custode Yeyael, anche le energie di questi Arcangeli sono al loro fianco con le loro influenze specifiche. 
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo, i "santi laici" di questa settimana sono: Piersanti Mattarella, le vittime della strage di Acca Larentia, Beppe Alfano, le vittime dell'eccidio delle Fonderie Riunite di Modena.

5 commenti:

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    1. temo tu stia fraintendendo, il tuo angelo sei tu, non e' un altro tizio biondo coi riccioli. sei tu nella tua migliore versione di te stesso.

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