perché il semplice saperlo è un seme; se il terreno è pronto una verità che lo incontra vi si annida e inizia a germogliare

Nel nome del Signore, Dio d’Israel, sia Michael alla mia destra, Gabriel alla mia sinistra, dinanzi a me Uriel, dietro a me Raphael.

E sopra la mia testa la divina presenza di Dio. (preghiera ebraica)

sabato 1 gennaio 2011

Nemamiah, angelo 57, dei nati fra il 1° e il 5 gennaio



Nemamiah è il 57esimo Soffio e il primo raggio angelico nel Coro degli Angeli Arcangeli guidato dall’Arcangelo Michele; qui amministra le energie di Urano. Il suo elemento è la Terra; ha domicilio Zodiacale dal 10° al 15° del Capricorno ed è l’Angelo Custode dei nati fra il 1° e il 5 Gennaio. I sei Angeli Custodi del Capricorno, collettivamente, fanno dei loro Protetti individui seri, dotati di pazienza e senso di responsabilità. Si tratta inoltre di persone ambiziose in senso positivo, in grado si portare a buon fine i loro progetti con silenziosa ponderazione.
Il Nome di Nemamiah significa "Dio lodevole"
Il dono dispensato da Nemamiah è il DISCERNIMENTO.
Questo Angelo, che rappresenta l’aspetto uraniano delle energie di Mercurio, occupa la posizione più elevata del suo Coro. Stando alla Tradizione, ci si può servire di Lui per far prosperare qualunque cosa e per liberare i prigionieri: infatti le energie di Urano, che portano prosperità (e salute), unite a quelle di Mercurio (intelligenza), possono svincolarci dalle tendenze intellettuali che imprigionano nella routine. E' l’Angelo della grandezza d’animo: se avremo bisogno della capacità di decidere con giustizia in imprese grandiose, quest’Angelo concederà la necessaria lucidità; condurrà a buon fine ogni azione in favore della Verità e del Bene. Dice Haziel che la sua energia costituisce il fattore saliente di una "tappa di silenzio". La persona che osserva, analizza, cerca di interiorizzare il Pensiero Cosmico, riceverà aiuto da lui; se non per trasformare se stesso, per creare invenzioni nuove volte a realizzare il bene comune. Nemamiah stimola infatti le capacità inventive, dona la prosperità e porta la libertà a coloro che sono ingiustamente imprigionati: ci si potrà quindi rivolgere a lui per risolvere problemi spinosi, per qualsiasi questione legale importante, e anche per assicurarsi adeguati mezzi di sostentamento. Inoltre, quest'angelo protegge tutti coloro che combattono per una causa giusta, specialmente fra i militari.
Sappiamo che secondo la Kabbalah tre versetti dell'Esodo (ciascuno composto da 72 lettere), celano il codice dei 72 Nomi di Dio; e precisamente i versetti 19, 20 e 21 del capitolo 14. Riguardo alle origini delle lettere nel trigramma-radice di questo Nome, nun-mem-mem, la Nun (pesce) proviene da: "Anche la colonna di nube che li precedeva si mosse e dal davanti passò indietro" (Esodo, 14, 19).  La prima Mem (acqua) viene da: "venendosi a trovare fra l'accampamento degli Egiziani e quello di Israele" (Esodo, 14, 20); mentre la seconda Mem proviene da: "e l'Eterno, durante tutta la notte, ritirò (prosciugò) il mare con forte vento da Oriente" (Esodo 14, 21). Il rebus formato dalle lettere in relazione alla loro origine dà l'immagine della forza interiore; questi segni suggeriscono anche che questo angelo ispira a fare progetti e sosterrà i suoi protetti in ogni avversità. Nemamiah è infatti l'angelo della Vittoria (interpret. Muller-Baudat).
Nemamiah secondo Sibaldi
Dice Sibaldi che Nemamiyah ha un "piglio da generale" che lo accomuna agli Arcangeli rivestiti da lucenti corazze nelle raffigurazioni tradizionali. Le due mem che compaiono nel suo Nome raffigurano una fortezza da assediare; e nm, in ebraico, è la radice di 'nimnà, che vuol dire «impresa impossibile»: proprio il genere di cose che piacciono a questi arcangelici, e dalle quali faranno benissimo a lasciarsi attrarre. Nelle sfide, nei rischi, in tutte le resistenze che il destino può opporre – e dinanzi alle quali tanti altri girerebbero prudentemente al largo – i Nemamiyah trovano le chiavi del loro successo. Sposeranno felicemente proprio la persona che all’inizio non voleva saperne, o che da ogni punto di vista sarebbe sembrata al di là della loro portata; nel lavoro, avranno le più brillanti soddisfazioni là dove tutto sembrava congiurare contro di loro; dei loro progetti per il futuro, si realizzeranno magnificamente quelli che saranno cominciati nel modo peggiore. Viceversa, ciò che i Nemamiyah si rimprovereranno di più nella vita, sarà certamente di aver rinunciato a qualche battaglia apparentemente durissima. Così è, perché essi conoscono dalla nascita – e hanno il compito di rivelare – un segreto che in realtà ci riguarda tutti: non c’è ostacolo o avversario che non nasconda in sé un qualche lato oscuro di chi si accorge di poterlo affrontare. Le resistenze che i nostri progetti incontrano nella realtà esterna sono concrezioni di una nostra resistenza interiore a realizzarli: superare quelle si può soltanto superando quest’ultima – liberando le forze che in essa agiscono contro di noi e trasformandole in nostre alleate. I Nemamiyah sono per loro natura esperti di quest’arte; loro compito è darne continuamente l’esempio, perché anche noi la impariamo. Dev’essere questa la ragione per cui sono dotati, solitamente, di un così grande vigore sia fisico sia intellettuale, e soprattutto di un’insaziabile curiosità: sono sempre alla ricerca, non c’è campo che non possa interessarli, e in cui non sperino di trovare nuove sfide – e un nuovo pubblico, anche, che possa apprezzare il loro coraggio e capirne il senso. Va da sé che nella maggior parte dei casi sono nevrotici, perfezionisti, sempre insoddisfatti, soggetti a repentini sbalzi d’umore; ma anche questo fa parte del gioco: serve a caricarli, come pugili prima dell’incontro. E quanto al fatto di risultare spesso antipatici, non se ne curano quasi, presi come sono dal loro perenne superlavoro.
Di esempi illustri se ne contano in quantità: da Cicerone -che a intensissime lotte politiche alternò un’inesauribile attività di scrittore, spaziando nei più vari campi allora noti-, a Lorenzo dé Medici, che, mentre trionfava su continue congiure e costruiva il suo impero finanziario, trovò il tempo di raccogliere intorno a sé e di mettere all’opera le migliori menti dell’epoca, per vedere come riuscivano a fare quello che, verosimilmente, se fosse stato al posto loro avrebbe tanto voluto fare lui stesso; e Isaac Newton, scopritore tra l’altro della legge dell’uguaglianza di azione e reazione, che davvero si direbbe una trasposizione scientifica del segreto dei Nemamiyah. Poi Isaac Asimov, biochimico, fisico, storico della scienza, studioso di Sacre Scritture e soprattutto prolifico narratore di fantascienza. E poi l’enciclopedico Jakob Grimm; e l’altrettanto enciclopedico Umberto Eco, che guarda caso esordì proprio con impossibilia letterari, come la paradossale Fenomenologia di Mike Bongiorno. E tanti altri Nemamiyah hanno costruito la loro carriera su sfide impossibili... Sergio Leone, Michael Schumacher, Mel Gibson... I Nemamiyah non devono porsi limiti di modestia. Professioni consigliate: tutte, senza eccezione, purché una volta abbracciata una se ne trovino subito anche qualcun’altra – o perlomeno estendano il più possibile il loro campo d’azione, così da trasformare, poniamo, il loro negozio in un supermercato, il loro studio medico in un poliambulatorio, le loro lezioni in classe in un laboratorio sperimentale multidisciplinare, e via dicendo. Faranno sicuramente parlare di sé con ammirazione, poiché non solo sono grandi organizzatori, ma hanno anche sufficiente lucidità e senso pratico per potersi promuovere egregiamente. Un ultimo consiglio. Tra le resistenze che l’uomo scopre in se stesso, una delle più forti è la paura dell’Aldilà, di forme di conoscenza, cioè, diverse da quelle della coscienza razionale: e i Nemamiyah – benché raramente lo sospettino – sono per loro natura portati a superare con successo anche questa barriera. Possono diventare cioè buoni veggenti, sviluppare telepatia e precognizione, e soprattutto trarre, dalle loro facoltà superiori, ispirazioni ancor più audaci del solito per risolvere i loro problemi di strategia. La loro lucidità non si appanna affatto, quando cominciano a collaborare con qualche Spirito guida: sanno allearlo alla propria razionalità, come pochi altri. E se all’inizio il pensiero di potersi avventurare in quegli strani territori li imbarazza o li spaventa, tanto meglio: vorrà dire che anche là si nasconde qualche nuovo aspetto oscuro delle loro energie, che porterà loro fortuna quando avranno imparato a illuminarlo.
Qualità di Nemamiah e ostacoli dall'energia "avversaria"
Le qualità sviluppate da Nemamiah sono inventiva, logica e ordine, coraggio e sacrificio, carattere forte, senso del dovere e dell'onore, onestà, generosità discreta. La persona da lui protetta e assistita sarà attiva e coraggiosa, dotata di grandi capacità di sopportare le fatiche del lavoro e le avversità della vita. Dona temperamento decisionale e successo nelle carriere militari o legate alla giustizia. L'Angelo dell'Abisso a lui contrario si chiama Rax e rappresenta le battaglie inique. Ispira mancanza di coordinamento, indecisione, confusione, codardia, prepotenza; induce i vittoriosi a infierire inutilmente, chi si trova in posizione di forza a colpire i più deboli. Causa tradimenti e conflitti per cause sbagliate o che non lo meritano.  
Meditazione associata al Nome: ascoltare la propria anima
La meditazione su questo Nome si chiama "ascoltare la propria anima". Ognuno di noi ha una missione, un obiettivo spirituale che deve realizzare in questa vita; dal quale, però, le interferenze del mondo materiale sviano continuamente. Se ascoltiamo molto attentamente, il nostro vero sè ci indirizzerà verso il nostro scopo. Secondo la Kabbalah, la vibrazione delle lettere di questo Nome consente di discernere fra le reali aspirazioni della nostra anima e le direttive sbagliate che giungono dal nostro ego, che ci trascinano verso obiettivi materialistici. La prima cosa da intuire è che prima della Creazione tutte le anime già esistevano, ed erano una sola. Qualunque siano i nostri interessi, è necessario comprendere che il nostro bene personale non può prescindere dal bene comune, e il nostro vero Bene è la trasformazione pesonale nell'ascolto del proprio vero sè. Meditazione • Ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: Per il potere di questo Nome, i sussurri della mia anima e il consiglio divino della Luce mi mandano un messaggio forte e chiaro. So cosa devo fare, e sono disposto e pronto a farlo.

Esortazione angelica
Nemamiah esorta i suoi protetti ad allinearsi con la sua essenza angelica, abbandonando cause materialistiche o, peggio, ingiuste, che portano solo benessere materiale o frutto di iniquità. Invita a combattere ogni tendenza e tentazione a essere faziosi, sleali, crudeli con chi non si può difendere; a utilizzare i suoi doni preziosi per il bene proprio e dell'umanità.
Giorni e orari di Nemamiah
Se sei nato nei giorni di reggenza di questo angelo, Nemamiah è sempre in ascolto per te; ma in particolare le sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 5 marzo, 17 maggio, 1 agosto, 13 ottobre, 24 dicembre; ed egli governa, ogni giorno, come "angelo della missione", le energie dalle h. 18.40 alle 19.00. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in questo orario, in qualunque data di nascita, ed è questo l'orario migliore in cui tutti lo possono invocare. Secondo la Tradizione va rivolto a Nemamiah questo versetto dai Salmi: qui timent Dominum speraverunt in Domino, adiutor eorum et protector eorum est (chi teme il Signore spererà in lui, che lo ascolta e lo protegge. Sal.113, 19).
Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori
A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi; questo può essere interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul piano dell'introspezione psicologica che nasce dalle domande poste da questi arcani. Mentre le lettere ebraiche si leggono da destra a sinistra, però, i corrispondenti Tarocchi vanno letti da sinistra a destra. In questo caso, dunque (invertendo la posizione delle lettere della radice del Nome), la radice (Nun-Mem-Mem) di questo angelo risponde alla configurazione: "la Temperanza - la Morte - la Morte". Chiede La Temperanza (protezione, circolazione, guarigione): Che cosa mi protegge? quale rapporto devo mantenere con me stesso? che cosa devo curare? Chiede, per ben 2 volte, la Morte (trasformazione profonda, rivoluzione, chiusura di un ciclo): qual è la mia ira? cosa deve morire in me? cosa devo lasciar andare? L'opportunità sottintesa da questa combinazione è che abbiamo l'occasione, nel percorso evolutivo di questa vita, di profonde trasformazioni; in questo caso sorrette da grande capacità di affrontare gli ostacoli e forza interiore: facoltà che saranno ampiamente potenziate dal saper chiedere l'aiuto delle Energie angeliche.
CORO DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI INFLUENZA
Rimando infine al Coro e alle energie arcangeliche che dispensano influenze ai nati fra il 1° e il 5 gennaio. L'angelo Nemamiah appartiene al Coro degli Angeli Arcangeli guidato dall’Arcangelo Michele. Il segno del Capricorno è governato complessivamente dall'Arcangelo Binael, mentre questa decade in particolare (1-10 gennaio) cade sotto l'Arcangelo Haniel. Questi link rimandano a tali entità angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a consultarli, infatti, insieme a quella del loro Angelo Custode Nemamiah, anche le energie di questi Arcangeli sono al loro fianco con le loro influenze specifiche.
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo, i "santi laici" di questa settimana sono: Francesco Rossi, i carabinieri vittime della strage del pilastro, Giuseppe Fava.


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